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Questa nuova silloge di Gabriella Frenna è il
settimo
libro da lei scritto e pubblicato nel giro di sei
anni di attività
letteraria veramente encomiabile da tutti i punti
di vista.
Il volume bilingue (italiano-inglese), a cura di
Renza Agnelli,
si avvale della prefazione di Giovanni Campisi
che
definisce la poetica di Gabriella come
un’indagine spirituale
che ricerca nel cammino interiore le sue emozioni
lungo
il percorso della vita.
Con la sua poetica Gabriella Frenna afferma la
sua identità
ontologica in un conato evolutivo capace di
rapportarla
ai valori trascendentali ed escatologici. Questo
esame di coscienza
percorre un sentiero intimistico e crepuscolare e
scandaglia i propri sentimenti ponendoli a
connubio con
l’universo intero. Sia dal linguaggio raffinato
che dal contenuto
emblematico si evince l’ideologia umanistica e
tollerante
della poetessa che rivolge la sua attenzione alla
propria
terra, la Sicilia, alle opere mosaiche di suo
padre, Michele
Frenna, ai riti religiosi e campestri di una
prestigiosa civiltà.
Senza prescindere dalla traduzione inglese dei
testi
che è puntuale ed adeguata, vogliamo indicare
alcune
componenti tematiche che costituiscono il
substrato lirico
della nostra poetessa siciliana e ne rivelano la
maturità semantica:
Il sentimento religioso sottolinea un’anima
candida
e delicata che con immagini metaforiche esalta
l’avvento del Santo Natale, la Madonna di
Guadalupe, San
Calogero di Naro, Santa Maria della Speranza,
nostra Regina
della Pace, la Madonna di Medjugorje.
L’amore del passato non è rimpianto romantico dei
tempi che furono ma evocazione del paesaggio
della Trinacria,
il canto di Palermo e di Agrigento, la
contemplazione
del tempio di Castore e Polluce. L’esaltazione
dell’arte musiva
di suo padre Michele Frenna, rivela non solo il
suo affettofiliale per un artista la cui fama ha superato i
confini
dell’Italia ed è stata elogiata da numerosi
critici d’arte, ma
anche il gusto artistico e pittorico della nostra
poetessa.
Il canto della natura primaverile sottolinea la
sagra dei
mandorli in fiori, l’attaccamento ai riti rurali,
il gioco misterioso
delle onde marine nel connubio misterioso ed
arcano
dell’acqua e della terra: si leggano le poesia
Le onde, La barca,
La terra, La primavera, Il concerto del mare.
È tutto un
mondo filtrato attraverso la clessidra del
sentimento del tempo.
La pace si evolve nell’ardente desiderio di
vedere tutti i
popoli uniti sotto il grande arcobaleno del
Creatore nel conato
fraterno e filantropico del tempo.
La poetica di Gabriella Frenna s’impone
all’attenzione
dei lettori per la semplicità del linguaggio e la
chiarezza delle
immagini che, pur essendo ricche di metafore e di
simboli,
non tradiscono mai la vocazione pacifista e
filantropica, il
sentimento religioso, il desiderio di pace e di
fratellanza.
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Recensione |
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Arcano splendore / Arcane splendour
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poesia
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| Autori |
| • | Gabriella Frenna |
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Edizione:
Edizioni Universum
Trento 2008 |
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| A cura di Renza Agnelli. Prefazione di Giovanni Campisi. Traduzione in inglese a fronte - pp. 140 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Il Convivio nr.36/2009
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