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Sono più di dieci anni che conosciamo Gabriella Frenna come poetessa e scrittrice di alte qualità spirituali e linguistiche. Non ci sorprende perciò questo suo saggio sull'attività letteraria e la produzione poetica di un autore che le è congeniale, Ernesto Papandrea, che fa seguito ai suoi studi estetici e critici su Carmine Manzi (2004) e Brandisio Andolfi (2007).

Figlia diletta di Michele Frenna, mosaicista di fama internazionale, nella copertina di questo elegante opuscolo ha fatto riprodurre il mosaico "Via Crucis" e nella quarta di copertina il mosaico "Gesù con i fanciulli", due opere magistrali di suo padre.

Grazie a questa illustre scrittrice siciliana, Gabriella Frenna, nata a Messina ma residente a Palermo, abbiamo conosciuto un nuovo poeta a noi ignoto, Ernesto Papandrea, nato a Gioiosa Jonica (Reggio Calabria), Deputato al Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace, Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Papandrea ha scritto e pubblicato in Germania sette libri di poesie che poi sono stati raccolti nell'Opera Omnia pubblicata dalle Edizioni Universum nella collana Alisei.

Su ogni libro di Papandrea, Gabriella Frenna ha formulato un capitolo di critica estetica, analizzando le poesie e rilevando le immagini, le emozioni e i sentimenti del poeta calabrese:

I. All'ombra del ciliegio in fiore
2. E vestiva di porpora e di bisso
3. Il deserto dell'anima
4. Il grano e la zizzania
5. La ricompensa nei cieli
6. La vita mia
7. La vita per gli altri

Questo saggio mette in luce i valori spirituali e religiosi non solo di Papandrea ma anche di Gabriella Frenna: il loro credo cristiano trascende le rivalità politiche e sociali e trasporta in una dimensione trascendentale nella quale l'uomo incontra Dio in un amplesso sacro e celestiale che ci ricorda il poema dantesco.

Sempre in cerca della luce divina, le anime dei due poeti (G. Frenna e Papandrea) vivono in sintonia nell'anelito di un mondo migliore, fondato sulla fede, la speranza e la carità. In questa poetica trascendentale l'amplesso umanistico, religioso e filantropico unisce l'amore di Dio a quello del prossimo in un amplesso cosmico che abbraccia tutte le creature net canto serafico gregoriano. L'ottica escatologica della poetica di Papandrea offre al lettore un messaggio di vita e di speranza nel credo dell'esistenza di Dio, l'immortalità dell'anima e il culto dell'oltretomba.

"L'iter poetico di Ernesto Papandrea — conclude Gabriella Frenna — rende noto l'anelito spirituale che lo induce a vivere intensamente il messaggio cristiano e a lottare con la forza della fede per trasmettere agli animi sofferenti una serena visione esistenziale, per promuovere i sentimenti fraterni e per diffondere con la sua testimonianza di vita la fondatezza del messaggio evangelico".

La società odierna, votata al laicismo, liberismo e ateismo, ha bisogno di libri di questo genere per debellare le false credenze dell'agnosticismo e per recuperare i valori cristiani che dirigono la condotta di vita degli uomini e dei popoli verso un'esistenza più sana e più rispettosa del prossimo e di Dio.

Recensione
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