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Antonio Crecchia, illustre critico letterario, ha pubblicato una eccellente monografia dedicata alla produzione poetica di Pasquale Martiniello, poeta irpino di fama internazionale: L'evoluzione poetica spirituale ed artistica di Pasquale Martiniello.

Mi sono spesso occupato della poesia di Martiniello, ma qui vorrei rilevare che ho conosciuto personalmente mio corregionale Crecchia prima a Rionero Sannitico (Isernia) e poi l'ho rivisto a Pescolanciano. Questo suo saggio su Martiniello è uno dei migliori che io abbia recentemente letto sia per l'organizzazione del materiale poetico e critico sia per le intelligenti osservazioni ed opinioni che egli ha espresso sulle varie sillogi.

Uno dei grandi meriti di questa monografia è quello di aver dato spazio alle opinioni altrui: per menzionarne alcuni, rileviamo i nomi di Francesco D'Episcopo, Dante Del Vecchio, Vittoriano Esposito, Giuseppe Giacalone, Luigi Pumpo ed Armando Saveriano che spesso si sono occupati della poesia martinielliana di cui hanno messo in rilevanza sia il linguaggio che le tematiche.

La poesia di Pasquale Martiniello meritava questo saggio critico per i risvolti polemici contro il malcostume che oggi esiste non solo in Italia ma nel mondo intero. La religione di Martiniello non consiste affatto nel deismo di tempra volterriana (miscredente ed anti­clericale) né si avvicina alle numerose asserzioni eretiche di Giordano Bruno che finì sul rogo. In realtà, il nostro poeta irpino cerca di riconciliare la fede con la ragione chiedendosi il perché dell'esistenza del male nel mondo e di ristabilire la dignità dell'uomo attraverso un umanesimo integrale che non esclude affatto il cristianesimo ed il suo impulso dinamico alla storia civile e politica della nostra civiltà.

Nella sua visione etica della vita, Martiniello scende dal metafisico all'immanente per risanare il degrado dell'uomo contemporaneo. Non per questo rinnega la trascendenza, l'escatologia o la parusia, anzi sembra aver fede in una nuova redenzione che possa riscattare l'uomo dalla guerra, dalla povertà, dall'ingiustizia sociale. La sua polemica contro i politici ladri ed il malgoverno non sfocia mai nell'anarchia, ma coinvolge l'anelito sincero di un "giocoliere di parole esangui" per debellare il libertinaggio e il malcostume e per riformare un sistema governativo che possa operare con equità e competenza a favore del popolo e non solo per il proprio lucro.

L'assenza di Dio nella storia è solo apparente, poiché l'uomo ha sete di Dio ed è nutrito dalla Sua Divina Provvidenza. Questo è il credo religioso di Martiniello che emerge da moltissime sue poesie: il credo in un futuro migliore che restauri i veri valori della vita e la fede nell'oltretomba. Questa nostra dissertazione non toglie nulla al grande valore critico della monografia di Crecchia, anzi convalida le ipotesi e le opinioni espresse con rara competenza e profonda preparazione umanistica.

Recensione
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