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Pietro Nigro, figura già nota negli ambienti culturali italiani, ha voluto, con questa sua recente opera: I preludi – dagli scritti giovanili, sintetizzare la sua eclettica personalità di poeta e prosatore. Il volumetto, edito da Poeti nella Società, raccoglie pensieri, racconti, poesie, facendone una mistura assai interessante per la briosità linguistica e per la valenza contenutistica; lo si potrebbe definire un vademecum molto utile per chi ha piacere di essere al corrente di norme etiche. Quello che emerge è la profondità delle sue riflessioni critiche, delle considerazioni costruttive, delle considerazioni costruttive utili per comprendere il vero valore della vita.

Nigro si chiede le motivazioni dell’esistenza, che cos’è l’uomo, cos’è il mondo, temi che potrebbero sembrare banali se posti da un giovane non suffragato dalla esperienza.

In “Pensieri” Nigro affronta problematiche come quella della felicità, del come poterla raggiungere, dell’armonia che collega tutte le cose facendo pensare ad un Essere Superiore che le ha coordinate; dibatte il tema dell’egoismo erroneamente ritenuto fonte di felicità. Egli è un determinato sostenitore della necessità che fra gli uomini vi sia unione: “L’uomo non può esistere senza gli altri”. Inoltre ammette che la musica potrebbe essere il mezzo utile per estrinsecare i sentimenti. Nigro si pone il quesito: “Perché siamo nati?” Ed anche: “Il buon Dio quale fine si sarà prefisso?” Secondo lui per un motivo di pacificazione generale da cui fa cenno al mistero della creazione, della durata delle cose, pone dubbi sulla veridicità della Bibbia. Profondi pensieri che fermentano in una mente vulcanica.

La serie di racconti altro non è che uno sfogo alla libera espressione, dibattendo problemi di carattere morale oltre che illustranti situazioni comuni della vita giornaliera. V’è una fusione di fantasioso e di realistico, sempre espresso con linguaggio semplice e spontaneo. Nella prosa Nigro mostra capacità psicologiche che servono a far ben comprendere la vera personalità dei protagonisti.

Questa miscellanea fra prosa, poesia, drammatizzazione, altro non è che la configurazione di una personalità poliedrica, ma sempre ancorata a quelle che sono le norme del vivere comune.

Recensione
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