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Edito da Giuseppe Laterza, per la collana "I volti della cultura araba" diretta da Kegham Jamil Boloyan, è uscito il libro Kahlil Gibran Venti disegni di Francesco Medici. Il volume, in una veste elegante, reca un saggio di Alice Raphael, l'introduzione di Edoardo Scognamiglio, postfazione di Curzia Ferrari e sarà presentato il 18 maggio [2007] nella "Sala Enrico Dalfino" del Comune di Bari, alla presenza di autorità italiane e libanesi e di esponenti del mondo della cultura. L'autore, nel suo volume, ha toccato tematiche letterarie e linee artistiche del grande intellettuale libanese-americano.

Kahlil Gibran (nome americanizzato per Gubran Halil Gubran) è stato uno degli "artisti" a tutto tondo del mondo arabo e non solo. Nacque a Bsharri, villaggio nel nord del Libano, nel 1883 da famiglia cristiana maronita di modeste condizioni economiche e sociali e questo influì non poco sulla sua istruzione, rimasta irregolare e lacunosa almeno per i primi dodici anni della sua vita. Le cose cambiarono solo quando, nel 1895, parte della famiglia, ossia. il piccolo Halil, la madre Kamilah, le sorelle Maryana e Sultanah e il fratellastro Butrus (nato dal primo matrimonio di Kamilah) si trasferirono negli Usa e precisamente a Boston, lasciando il padre in Libano. Qui la famiglia Gubran aprì una piccola merceria, che le consentiva di tirare avanti, mentre Halil frequentava regolarmente la scuola del quartiere, dove per la prima volta fu notato il suo spiccato talento artistico e il suo nome "cambiato" in Kahlil Gibrait.

Questa propensione per l'arte figurativa, unita all'amore per lettere", lo resero il personaggio a 'tutto tondo succitato. Lo stesso Gubran amava dire di sé: ".. non voglio essere solo un pittore dì quadri o un autore di versi. Voglio essere qualcosa di più.." (Lettera a Mary Haskell, 7 Giugno, 1912) e i successi riportati in entrambi i campi non delusero le sue aspettative. Infatti, dopo un periodo buio, dovuto alle morti improvvise della sorella Sultanah, del fratel!astro Butrns e della madre e dopo la vendita dell'attività di famiglia per far fronte aì debiti, il giovane Halil inizia a proporre i suoi disegni in piccole mostre organizzate dal mecenate Fred Holland Day, fotografo d'avanguardia conosciuto nel 1896. Inizialmente vi assiste solo una ristretta cerchia di amici, tra cui la musa-mecenate Mary Haskell, che sarà presente nella vita dell'artista libanese fino alla fine.

Tuttavia,. con l'andar degli anni anche note personalità bostoniane e newyorkesi arriveranno ad apprezzare questo "novello visionario alla Blake", che pur subirà, nei suoi ritratti femminili, l'influenza dei preraffaelliti e dei simbolisti: D'altronde, il simbolo è un leit-motiv della sua stessa prosa letteraria. Basti pensare al personaggioi di Haffar al-Qubur (il becchino), protagonista dell'omonimo racconto tratto dall'opera Al-'Awasif (le tempeste) del 1920 e che altri non è se non l'alter ego dell'autore; una creatura sovrannaturale, violenta, che vedeva cose aldilà delle umane possibilità, incarnando il sogno dell'autore di "vedere" aldilà della tradizione, prigione dell'intelletto umano, fino a scoprire dimensioni ignote.

Altra cifra presente nel Gubran letterato è il romanticismo, che ritroviamo nel romanzo Al-Agnihah al mútakassirah (le ali infrante) del 1912, visione esclusivamente romantica e spirituale dell'amore infelice tra due giovani di confessìonì religiose e di estrazioni sociali diverse, che si conclude con la morte della protaeonista ed il cui valore risiede nell'aver trattato temi come la ribellione alla società che. imponeva vincoli religiosi e di classe.

Il Gubran.scrittore romantico sa, quindi, adattarsi ai tempi in cui vive, criticando in modo analitico la propria epoca, mentre il Gubran disegnatore è innanzitutto un classicista, più vicino per ispirazione al nostro Leonardo da Vinci, che a certi modernisti e, tuttavia, considerato "troppo avanti" da certo pensiero orientale.

E, ritornando al libro di Francesco Medici affermiamo che si legge con piacevole scorrevolezza, pur descrivendo moti letterari ed artistici di Gubran, e quando questo succede è buona letteratura e quindi consigliato a tutti. L'esame dei disegni del grande intellettuale libanese-americano ci racconta il suo " simbolismo", con le radici nelle stagioni reali dell'esistenza.

Recensione
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