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Augusto De Santis, il co-protagonista della narrazione, è l’angelo del male in questione, secondo la definizione di suo figlia Ardesia, altra protagonista, che vede in lui un nemico pronto a “venderla” al miglior offerente per il proprio tornaconto economico.

Il romanzo è un canone a due voci nel quale Ardesia ed Augusto si alternano presentando i medesimi eventi secondo due diversi e personali punti di vista.

Unica “voce estranea” è quella di Agnese, governante della famiglia De Santis per trent’anni e vera madre di Ardesia, che interviene nell’ultima parte per salvare sua figlia da un matrimonio di convenienza e il suo ex compagno dai debiti, rimanendo a condividere con lui la grande casa divenuta solitaria dopo la morte della moglie Delphina e la fuga di Ardesia.

Intorno alla “triade” Augusto- Agnese-Ardesia ruotano personaggi-cornice quali l’algida Delphina, intenta a piangere un figlio mai nato; Nausicaa, figlia di primo letto di Augusto che riesce a vendicarsi di trent’anni di assenza paterna nella propria vita; Don Giovanni Paguro, ricco ottantenne e promesso sposo di Ardesia per risollevare le finanze della fabbrica di mattoni di Augusto; Betty, ex amica di Ardesia che riesce con l’inganno a farsi sposare dal grande amore di quest’ultima, Paolo, personaggio conflittuale e contraddittorio.

Lo stile della narrazione è pulito, lineare e corretto.

Recensione
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