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Con Amorose strategie, dopo i fasti e Contrasti de La rosa indigesta, Maria Grazia Lenisa ci ha lasciato un’ultima intensa e magmatica raccolta, donando ai suoi versi la forma di «fialette di mare». Così, con le magiche fialette, vengono “Il dalmata” e “Il farmaco” «a curare il male che»…«porta via».
Amore e morte toccano, pure in questa silloge della “ragazza di Arthur”, vette inusitate, picchi di originalità e rara bellezza (come nella poesia “Il dalmata”, posta in apertura di volumetto), perché «l’amore resuscita i vivi» (ne “Il risveglio”) e, anche se «Vivo allergica al mio corpo» (nell’“Allergia”), «In fondo resto nella poesia | una donna di versi | che inventa l’amore» (così scrive la poetessa in “Tentazione”). In alcuni segmenti versicolari le origini della seduzione si intersecano a quelle dell’ispirazione: «Poesia | che mi sfiori con un corpo estraneo, passo le dita | sui fili intrecciati. | Com’è bella, amore, la tua ruota | per sedurre e come sono dimessa io, non fremono | dentro i carillons degli ormoni, ma il mio cervello è | ventre | complicato e raro, tutto ossicini musicali. | Vi scorre una linfa di pensieri-immagini» (in “Visitation”). A fine Prefazione, Pino Bova si chiede: «di quali armi potrà mai aver bisogno il poeta», colui che «gioca a vincere la morte scegliendo la luce e l’abbraccio infinito di chi ama?». Le armi di cui dispone e di cui ha bisogno Maria Grazia Lenisa sono le Amorose strategie, con le quali non cessa di stupirci nemmeno per un solo attimo. Ma ella, a dispetto di tutto, continuerà a stupirci, dentro il velo infuocato dei suoi versi. Perché Lenisa, come nei “Contrasti” da lei ideati, è «la rosa indigesta | che non ti aspetti d’inverno | tra il fogliame assente». La sua poesia, incastonata nel mistero e distillata «in qualche fiala dolce» di shakespeariana memoria, adesso è più preziosa che mai. L’eternità, a volte, è nelle mani del lettore, di qualche lettore in particolare, forse. Oltre a poter rileggere all’infinito le opere lenisiane già pubblicate, si spera in qualche opera postuma, in qualche inedito dal valore inestimabile, ora che la penna della “ragazza di Arthur” ha cessato di pulsare. Ora che Lenisa e Rimbaud, è quasi certo, sono a convegno. |
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