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Il tomo poderoso de La pietra focaia si estende per un totale di 536 pagine, riunendo le poesie scritte da Giuseppina Luongo Bartolini durante gli anni 2007 – 2008 e 2009, ora pubblicate con una prefazione di Giorgio Bárberi Squarotti (prefatore di precedenti opere della medesima autrice). Dopo l’inserimento di Terra di passo ne “I Gherigli” e de L’attraversamento del giorno ne “Le Scommesse”, nella seconda Collana di Genesi Editrice appena citata  è stata inclusa anche La pietra focaia.

«La vera poesia si tiene ugualmente lontana dalla insensibilità e dal sentimentalismo» (H. von Hofmannsthal, Il libro degli amici). E «ugualmente lontana dalla insensibilità e dal sentimentalismo» si mantiene la produzione di Giuseppina Luongo Bartolini.

In quest’opera la punteggiatura si fa fantasma, per lasciare la parola padrona della scena. Nella varietà di soluzioni stilistiche e metriche, nei variegati contenuti inglobati e accumulati, per taluni lettori forse sarà necessario attendere di addentrarsi un po’ oltre nella lettura per sentirsi a proprio agio, ma le associazioni inedite, la ricchezza di immagini, la polifonia del verso catalizzeranno l’attenzione.

L’acutezza e la complessità di visione («La sala degli specchi moltiplica | la prospettiva del tuo sguardo»), una costante e penetrante osservazione del reale, l’investigazione della dolorosa sciagura dell’umano vivere, nonché «l’indagine esplorativa del sogno» non conducono a risposte certe, a punti fermi (gli unici punti fermi sono quelli posti al termine di ogni poesia): «Non so più se conoscere il mondo | e visionarlo nel buco di un cono | rovesciato»; «Tra me e il mondo il filtro oscuro | della conoscenza la selva delle | indagini nell’offerta procace del | reale meta irrisoria immagine | precaria mi rimane da questa foce | un’arca di traghetto mete fallaci». Nemmeno l’identità del poeta, comunque, è racchiudibile in coordinate precise.

La parola, nonostante la bufera, non subisce ondeggiamenti, rimane nitida. La messa a fuoco è esatta, persino nel magma. La verità e il dubbio si contendono gli spazi, sovrappongono le loro dimensioni, tra illuminazioni e ombre, e penombre. «Macerie di mondi scomparsi» vengono «incarnati | nella mia vana speranza.», dice la poetessa. Ancora una volta, seguendo le tappe del viaggio da lei tracciato, il lettore si imbatterà in Dante, come in libri precedenti. Talvolta il passo è greve; l’angoscia, però, non rende noiosa l’esplorazione.

Come la pietra focaia, anche questi versi, percossi alla lettura, possono produrre scintille: «Pietra focaia mio cuore mia macchina | pompante dell’accelerato scompenso | l’esplodere dei fuochi fatui nel buio | percorso lacerante d’una foresta in | fiamme».

I luoghi cari, la quotidianità, gli affetti vengono inglobati, assorbiti dalla spugna della poesia che si imbeve della loro linfa, che nel suo imbuto ne accoglie gli umori, perché «La poesia è voce non è coro né orchestra | di piazza creazione e fortuna del dire e | poter dire manifattura originale della | parola inedita che squarcia in un tamburo | di latta l’assedio pernicioso della ventura».

Sarebbe utile uno studio delle concordanze, per quanto concerne la produzione della nota poetessa. Tra i suggerimenti possibili per ulteriori approfondimenti, si segnala, per esempio, “L’attraversamento del giorno” (p. 63), che riecheggia il libro omonimo. Inoltre, come nella produzione cariana, pure nelle poesie di Giuseppina Luongo Bartolini molti ragni tessono le loro tele: «Ha tessuto la tela rapinosa il ragno | nero un cappuccio peloso | nasconde l’angolo della soffitta | spesso come una tela impolverata»; «Se lasci al silenzio la ragnatela del sogno»; «Sulle mie spalle la gerla di misura | mi carico d’unguenti il lenimento | delle cadute la livida ragnatela | tessuto di notti insonni e coste di | gelate mattutine»; «nella sua messa | in moto della mia macchina | ingranaggio rovistato da ragnatele | moschicide immagazzino polvere | di fumo».

Tra i tanti elementi interessanti da investigare figurano anche: il «nodo scorsoio» (pp: 420, 55, 235, 251), il «verme» («nel mio orecchio sinistro»; «Lo scandalo del verme al cuore»), la «scala di seta» (pp: 495, 110…), il simbolo della croce variamente rappresentato («Nel bue squartato oh Rembrandt | messe a nudo le viscere dell’uomo | crocifisso nei quarti della carne | mi piego nello sguardo del sangue»; «Messa ai chiodi del mio giorno infelice | greve la prova nelle radici degli alberi | impennate agli alti nodi tortuosi verso | gli estremi rami la croce mi trafigge.»).

Malgrado la funzione salvifica, l’aspetto consolatorio della poesia ha i suoi limiti e la poetessa li enuclea in varie circostanze: «Del perché questa vita e non un’altra diversa | colsi dal grande albero e vesti che | mi coprissero quali se non quelle che scelsi | del mio avventuroso guardaroba e strade | impervie e scoscesi sentieri percorsi in | guerra col mondo»; «Ho pieghettato un foglio di carta | per tutte le vite della mia esistenza»; «Per quanto io possa nominarvi | gente della mia vita  niente | mai più che risorga e rinasca | nei vostri volti nelle parvenze | dei corpi e delle cose polvere | ombra della polvere figuranti»; «La mia flotta di carta affonda».

Tra le immagini più o meno vivide, talvolta liquide («Una scrittura d’acqua»), è raro imbattersi in quadretti più delicati, ma ci sono e sorprendono: «La mascotte del signore in grigio | è un cane bassotto che valica | i basoli del marciapiedi nell’onda | sonora del lento passo dell’uomo | in verticale il monumento umano | investe il paesaggio del viale attento | a non superarlo nell’intimidazione | del suo sguardo».

Dal labirinto di queste pagine se ne esce, fortificati.

La pietra focaia è di certo una lettura consigliabile a chi pensa che la poesia non vada necessariamente presa a dosi omeopatiche.
Recensione
La pietra focaia. Poesie 2007-2008-2009
poesia 
Autori
Giuseppina Luongo Bartolini
Edizione:
Genesi Editrice
Torino 2009

Prefazione di Giorgio Bárberi Squarotti. In copertina opera (1986) di Aligi Sassu - pp. 534
prezzo: € 28,00

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Literary nr.3/2010
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