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Mentre piano risali il torrente

Proseguendo nella ricerca intima e spirituale già avviata in precedenti sillogi, Filippo Giordano in Mentre piano risali il torrente  dialoga, affiancando la parola poetica a pregevoli immagini fotografiche, con l’elemento dell’acqua e della natura e con la natura che circonda (“pastello di foglie e cielo intorno”).

Sono versi che, secondo la più alta tradizione (si pensi a Lucrezio), intrecciano passi didascalici e descrittivi a considerazioni di ampio respiro allegorico e esistenziale, sino a divenire cosmico. L’inizio può apparire enigmatico per chi non è del luogo (“Tutte diverse le dieci sorelle! / Gioiscono per le nubi scure / che salgono dal mare…”) ma si comprende l’allusione alle piccole cascate, divenute attrazione turistica, racchiuse nell’arco di pochi chilometri in una valle sui Nebrodi messinesi, in prossimità di Mistretta, “come dieci sorelle unite dalla stessa linfa vitale, ma differenti tra loro per morfologia e carattere”.

Il cammino, così, diviene un viaggio a ritroso e verso le origini, inoltrandosi nelle “stagioni immemori / che videro pastori e contadini / tra gli ulivi e le vigne della valle”, ponendo a confronto la brevità del tragitto individuale (“l’arcobaleno fugace della vita”) e la durevolezza degli elementi naturali. Il “tempo che scorre sull’acqua” conduce, passo dopo passo, al “fiotto di luce senza tempo”, permettendo al viandante di cancellare “le cambiali / contratte con la vita orologiaia”.

Gli opposti interagiscono: l’elemento liquido esprime, nel suo tragitto, tanto la forza che l’inerzia, scava la propria vita ma, quando è il caso, s’acquieta placidamente; mentre sole e penombra sono entrambi necessari , ma producono e ambienti differenti. Non manca il richiamo al “remoto” ordine dei numeri primi” che da sempre affascina l’autore, unico al mondo – crediamo – ad avere espresso in versi una teoria matematico – teologica.

Ma il finale, qui, è lieve: i visitatori, incluso il poeta, in fondo tendono all’acqua “forse perché rispecchia / l’umana leggerezza / in rapido cammino”.

Recensione
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