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Gli anni della mia prima repubblica

Narrare la propria storia, o meglio, documentare il proprio vissuto in comunità con puntualità talvolta finanche ossessiva, ad un pubblico potenzialmente vasto, attraverso un libro profondamente autobiografico, è davvero un'impresa a dir poco titanica, non fosse altro perché vengono meno all'autore i filtri, o più semplicemente gli artifici stilistici, costringendolo così a mettersi a nudo ed avviarsi, dopo aver abbandonato la selettività “classica” ed essersi staccato dal metodo analitico, concettuale, anoggettuale, sui sentieri dell'autobiografia cognitiva.

Così diventa preziosa questa interessantissima fatica letteraria “Gli anni della mia prima Repubblica” che Ferruccio Gemmellaro propone sulla scorta dell'interpretazione sia dell'attuale momento culturale, ma anche del pregresso, se capace di conservare una sua presenza coerente sia nella memoria che nella coscienza, perché la narrazione di Sé aiuta a dare consistenza ontologica al nostro io, a rendere coesi gli sparsi eventi della nostra vita, a palesare il Sé che ci resta invisibile.

Scatta in tal modo la dedizione del Nostro alla “Parresìa” una virtù poco conosciuta, ma non per questo difficile da praticare, come si può evincere approfondendo il significato del vocabolo che, sfrondato degli orpelli, intellettualoidi, significa “dire tutto” o meglio ancora “dire tutto con franchezza”. Del resto, è acclarato dai sacri testi che Socrate, mitico fondatore della filosofia occidentale, Platone, artefice dell'Accademia e maestro di dialettica, ma anche Aristotele, uno dei più potenti “ influencer” di tutti i tempi hanno reputato che esista uno stretto collegamento tra politéia, esercizio del potere e parresìa, cioè la condotta morale del cittadino che parla in pubblico esponendo la verità. Infine, ci corre l'obbligo, dopo un'attenta lettura del libro di Ferruccio Gemmellaro, di chiederci se nel corso dei secoli si è persa questa virtù perché abbiamo smarrito la parola parresìa , o se abbiamo dimenticato la parola perché non si riferiva più a nulla e a nessuno.

15.12.2022

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