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Antologia critica delle opere di Pietro Nigro, Vol. II (aggiornamento)

Di Pietro Nigro, poeta e scrittore nato ad Avola (Siracusa) e residente a Noto, ci siamo già altre volte occupati, presentando aspetti e caratteristiche della sua attività letteraria e anche alcune note biografiche, che qui riportiamo nuovamente per comodità dei lettori.

Già docente d’inglese nei Licei, ha pubblicato numerose raccolte di poesie e saggistica, tra cui ricordiamo: “Il deserto e il cactus”, “Miraggi”, “Alfa e Omega”, “Astronavi dell’anima”, “La porta del tempo e l’infinito”. E’ inserito in diversi dizionari e letterature ed è tra i destinatari dell’epistolario pubblicato da Guido Carmelo Miano “Sulle tracce di Nausicaa”. Su di lui il critico Fulvio Castellani ha scritto il saggio “Il significante stupore dell’esserci – Indagine critica sul poeta Pietro Nigro”; inoltre a cura del Convivio di Catania, è stata pubblicata “L’antologia critica delle opere di Pietro Nigro” con prefazione di Giuseppe Manitta. E’ stato insignito del Premio “Luigi Pirandello” a Taormina, e del Premio “La Pleiade ‘86” nella sala del Cenacolo di Montecitorio.

La presente “Antologia critica” è un aggiornamento dell’Antologia sopra menzionata, e si presenta quale resoconto complessivo della lunga attività letteraria ed artistica del nostro autore. L’opera si suddivide in tre parti. La prima parte presenta le recensioni che critici letterari hanno scritto sulle opere da lui pubblicate; la seconda parte raccoglie testi vari, che parlano di lui e apparsi su giornali e riviste, e anche lettere inviategli dai suoi estimatori, mentre nella terza parte sono indicate le biblioteche in cui si trovano le sue pubblicazioni. La presente opera riveste quindi particolare importanza per conoscere questo interessante autore e comprendere i molteplici aspetti dei suoi lavori. Pietro Nigro è il poeta che trae ispirazione “dai ricordi, dai dolori, dalle sofferenze non solo materiali, ma anche morali”, scrive di lui il critico Antonio Magnifico, mentre Luigi Pumpo, tra le altre cose, tiene a sottolineare che siamo di fronte a una “poesia corposa, robusta, dove la parola ha sempre una sua collocazione bene individuata e dove i segni del tempo compaiono con una pensosità appartata e delicata insieme”.

Altrove leggiamo che “Pietro Nigro fa scorrere veloci le sensazioni temporali dell’esistere, pieno dei sentieri polverosi, che suscitano passioni trepide e vicinissimi al cuore” (Luigi Massa); come anche che “il discorso poetico di Pietro Nigro dalla sottile suggestione si apre nella malinconia del verso, facendo ricordare qualcosa dei crepuscolari” (Nuccio De Maina); e ancora “un discorso poetico, quello di Nigro, che non ricerca l’appagamento emotivo ma il valore, fondato quasi metafisicamente, del linguaggio, inteso come riscoperta dell’incontro tra Natura e Storia, Io e e Società (Teodosio Martucci). Stesso tenore hanno gli scritti della seconda parte, cui si aggiungono le attestazioni person ali di stima che si trovano in lettere e poesie inviate al poeta da critici e letterati quali Fulvio Castellani, Guido Massarelli, Carla Zancanaro, Isabella Michela Affinito.

Nella terza parte troviamo, come s’è detto sopra, l’elenco delle Biblioteche presso cui sono depositate le opere di Nigro quali la Biblioteca Universitaria di Bologna, la Biblioteca nazionale Centrale di Firenze, di Roma, di Napoli, e di tante altre città italiane. E qui mi fermo, non potendo, in una breve recensione, riportare tutti i giudizi che si trovano nel libro e tutte le Biblioteche che vi sono elencate, ma penso che quanto citato sia sufficiente per fornire un quadro complessivo, sia pure sintetico, della poetica di Pietro Nigro. Una poetica, ripetiamolo, molto variegata le cui tematiche sono date dai ricordi (familiari come quelli della sua Sicilia), dal dolore e dalle tante angosce della vita, dal racconto della propria interiorità e anche dall’ansia, filosofica, verso il trascendente. Una poetica, quindi, densa di contenuti, espressa in un linguaggio accuratamente scelto e profondamente ispirato.

Recensione
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