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Sette storie al femminile

Si tratta di sette racconti, con protagoniste tutte femminili, che aprono un’antologia di scritti di autori vari, intitolata “Dedalus” e curata da Ivano Mugnaini per conto dell'editrice Puntoacapo.

Della Busca Gernetti vogliamo subito sottolineare una caratteristica di fondo: quella di far procedere i racconti sul filo dell'imprevisto, in una situazione sospesa tra reale e irreale, e ciò per rimarcare innanzitutto la grande capacità inventiva dell'autrice, che si dimostra prolifica e di notevole spessore, come del resto viene attestato dal curriculum di tutto rispetto in suo possesso e che proviamo a riassumere.

Laureata con lode in lettere classiche e già insegnante nei licei, è assidua partecipante in molti convegni culturali, è componente di associazioni letterarie e di giurie e scrive su riviste specializzate. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni in prosa e in poesia, recensite da importanti critici. Le sue opere, con cui ha vinto numerosissimi e prestigiosi premi in concorsi nazionali e internazionali, compaiono in molte antologie.

Per ritornare al discorso, i racconti della Busca Gernetti nascono e si sviluppano nel contesto di una realtà spesso irrazionale e incomprensibile in cui è negata la possibilità di giungere a verità assolute ed oggettive. In tale contesto elementi pirandelliani e freudiani, paradossali e onirici, si fondono e concorrono a far vivere al soggetto situazioni al limite dell'assurdo, dell'alterazione della personalità.

È il caso di Livia, protagonista del primo racconto, "Via Pirandello". In visita a Taormina, città che conosce benissimo, nella ricerca di un negozio in cui poter acquistare un carrettino siciliano, si perde e non riesce a ricordare la via in cui l’aspetta il marito; anzi, non è più sicura del suo nome e della sua identità e, incontrando un funerale e leggendo sul nastro che adorna una corona di fiori il nome del marito e della figlia, crede addirittura di essere morta.

In "Miraggio a Segesta" la protagonista, un'archeologa, Elena, in visita ad un tempio greco, rivive concretamente lo svolgersi di un antico rito religioso, tant'è vero che rinviene nel suo cappello i fiori da lei visti nel cesto della sacerdotessa apparsale in visione. In "Amore e morte nel castello di Bardi" è raccontata invece una tragica storia d'amore, ambientata nel XVI secolo e conclusasi con la morte della bella castellana e del suo amante, i cui fantasmi s'aggirano ancora inquietanti nelle sale del castello; mentre in "Fuochi d'artificio" una donna rivive come un'ossessione i tragici avvenimenti della guerra. Altri racconti presentano, invece, situazioni più verosimili, sempre però di sofferenza e sconvolgenti, come "L'ultima lettera di Fatima" in cui una ragazza extracomunitaria, Fatima, venuta in Italia in cerca di una migliore condizione di vita, finisce nel giro della prostituzione e si uccide; o come nell'altro racconto "Profumo di haiku" che narra di una donna che aiuta una bambina ad uscire dalla situazione di isolamento causatole dall'handicap dell’autismo.

Del tutto originale è un racconto che viene impostato sotto forma di lettera. È la dichiarazione d'amore che una donna scrive al suo uomo senza alcuna intenzione di comunicargliela, perché o non sa o ha pochi elementi per ritenere di essere corrisposta, oppure perché, per tante ragioni, è un amore impossibile da realizzare e lei non vuole, con un diniego, essere ferita nel suo sentimento di donna. E qui torna la sfera onirica a campeggiare nello scritto, in quanto la donna preferisce vivere 1'amore e parlare col suo amante nel sogno: "mai scalfito dalla realtà...puro, eterno e perfetto come un'idea platonica", come afferma l'autrice nella conclusione.

Per quanto riguarda lo stile, anche qui alla Busca Gernetti va tutto il nostro plauso e il nostro sincero apprezzamento. Esso appare forbito ed elegante, e si snoda fluido e accattivante nel discorso a presentare scene descrittive e narrative pienamente rispondenti all'economia del racconto: che è quella, come abbiamo detto, di trasportare i personaggi, ed anche il lettore, in una dimensione onirica, il sogno, visto come il mezzo attraverso cui si raggiunge la catarsi, la purificazione dell'anima.
Recensione
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