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Sappiamo che Agnese Maddalosso non è alla prima esperienza letteraria. Ha pubblicato Il gioco dei sentimenti (2007), Controluce (2008) e Racconti surreali (2009). Ora ci propone Album Poetico, Monografia d’arte fresco di stampa. Un libro diverso dagli altri, che sono romanzi, un libro che parla d’arte e di poesia. Prima, però, si deve raccontare chi è questa straordinaria persona.

Nata a Piazzola sul Brenta, cittadina dell’entro terra padovano, per molti anni è vissuta a Roma. Ha avuto sempre interessi culturali e artistici di vario tipo. Si è a lungo occupata di narrativa e arte figurativa. Ha scritto in gioventù commedie che ha interpretato con una sua compagnia filodrammatica e mi piace ricordare che ha fatto anche la modella per pittori e l’indossatrice. Ora, in pensione, è tornata a Piazzola sul Brenta, per dedicarsi alla pittura e alla narrativa.

Nella monografia di Agnese Maddalosso, ampiamente raccontata da Sandro Marini, che ne coglie gli aspetti culturali e artistici, molti i disegni di questo che è un catalogo-poetico, perché ogni lavoro ha sotto brevi versi. Ed è una particolarità che lo contraddistingue.

La pubblicazione ha in copertina un disegno dal titolo La vita. Un orologio, ben definito, con raggi chiari che si estendono dando luce alle figure che, simbolicamente, raccontano lo scorrere della vita. Un bimbo carponi, una giovane ballerina sulle punte, una donna dall’aria triste e infine una dama dai candidi capelli. Dunque la vita che scivola via, la vita che a volte lascia il segno spesso dolorosamente. Sogna, Agnese Maddalosso, e i suoi lavori confermano che ciò è vero. Ne Il violino, olio su tela di discrete dimensioni, l’eterea figura di un violinista, appare tra nuvole appena accennate a lato di uno specchio d’acqua. Accanto a un vivido fuoco tra alberi spogli, un giovane addormentato sogna di essere quel celebre violinista che un pubblico raffinato ha in passato molto amato. L’atmosfera è rarefatta e il colore tenue rende tristemente drammatico il ricordo della persona cara perduta.

Ha una passione, l’autrice, per le ballerine, per le figure sottili, per le vesti soffici e leggere. Sogno, retaggio di un passato lontano che mai l’ha abbandonata. Il desiderio, per esempio, che avrebbe voluto fare la ballerina classica, ma che non ha potuto, per diversi motivi. La vita è crudele, ti porta dove forse non vorresti andare e allora ecco il dipinto Il pianoforte. Una ballerina con un soffice tutù di piume, un pianista affascinato, una luna che traspare tra i rami secchi, tutto giocato su colori grigi e neri. Ma all’improvviso appare dal buio una figura felina, danzante anch’essa, che tenta di afferrare l’impalpabile danzatrice. E’ la vita, che spinge Verso la fine, dove: “tra selve di antenne, pianti disperati, bagliori sinistri, boati assordanti, alienazione del tutto, un bianco aereo scende in picchiata”. I gialli, i rosa-grigi, i neri con sfumature marroni, sono le gradazioni che dominano questa composizione a tempera drammaticamente attuale.

Affronta con competenza pittorica, ma non solo, il tema dell’Aids, della Violenza, del Rapimento, della morte, con una Camera ardente dove a piè di pagina scrive ”Né ritorno, né comunicazione: ai vivi il mistero, ai morti il nulla”. Anche del male, racconta, ma anche del Sistema solare “dove danzano gli astri nel firmamento e danzano gli innamorati tra le stelle”. Colori pallidi, soffici, e morbide figure. Così potremmo descrivere ancora dipinti metafisici, dipinti gioiosi, perché il soggetto si presta, dipinti religiosi, dipinti onirici. I pigmenti sono dosati con cura, c’è un’attenta ricerca del particolare e le sfumature rendono queste opere suggestive.

Per contro, Agnese Maddalosso, così disperata in molti dei lavori di questo catalogo, ci offre una se stessa bambina, triste, col visino paffuto al Primo anno di scuola, e subito dopo un’affascinante Agnese a quota 22 durante Gli anni del cinema, ritratta con un grande colletto di organza grigio-azzurro, con un volto perfetto, uno sguardo profondo. E poi Agnese a quota 40 che dice “tristezza uguale malattia. Ce n’era ben donde dopo la seconda morte”. Una tempera dall’atmosfera spenta, praticamente senza colore.

Non si conclude qui il viaggio nella pittura-poetica di Agnese Maddalosso, cer tamente ci stupirà ancora, perché avrà in serbo per noi altre opere con luminose gradazioni che andranno dai rosa, ai grigi, ai blu sfumati, e ai rossi tenui.

Recensione
Album poetico - Monografia d’arte
saggistica 
Autori
Agnese Maddalosso
Edizione:
Vincenzo Grasso Editore
Padova 2009

pp. 96
prezzo: € 12,00

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Tribuna Letteraria, La Nuova nr.96/2009
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