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Calu perduta di Walter Nesti è strutturato come un poemetto. Composto di cinque piccole sillogi, o canti, ognuno diviso in dieci parti, è il secondo libro di una trilogia il cui primo Itinerario a Calu è Premio Internazionale "Città di Pomezia". Il terzo libro, Calu ritrovata, è tuttora inedito.

Il "dieci" dev'essere il numero prediletto dell'autore, poiché anche ogni singolo canto è composto da dieci versi. Racconta la storia di un amore appassionato ma anche sofferto. Per chi? Per un luogo affascinante e segreto, o una donna bellissima ma volubile e scontrosa? Forse l'una cosa e l'altra: «Calu brillava ancora in cima al colle | anche se fioco il lume si spargeva | per le balze scoscese…». L'ambiguità affiora di continuo, il dualismo natura-donna è sempre presente, assiduo, continuo, sconcertante, quasi ossessivo: «A quel corpo la mano si tendeva | sperava saggiarne il contorno…». È simbiosi, fusione di entità diverse, ugualmente presenti, in perfetta sintonia. Che si tratti di amante o di paesaggio a questo punto non importa più. Rimane il fatto che comunque ci si trova di fronte ad un rapporto dolceamaro, ma intenso, a volte drammatico. Fatto di addii, di ritorni, di sogni e deliri, di vita nomade e di …assassini. Versi intensi e suggestivi, di notevole lirismo, ricchi di tutte le cose che fanno "piena" la vita.

Recensione
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