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Leggenda: difficilmente ad un libro di poesie come quello di Lilia Slomp Ferrari poteva essere imposto un titolo più appropriato.

Leggenda, ma anche percorsi slalom tra intuizioni sensoriali e discese esistenziali nei ricordi, dove il trascendente lirico si scontra, senza ferirsi, con il consueto umano vibrante di comuni nostalgie. In una folla densa di immagini in continua gestazione tra tentativi spesso ben riusciti di inserire nuove orchestrazioni, il verso avanza, oscilla, si ricompone e procede collocandosi al centro del tumulto dove l’ego, compiaciuto, si manifesta come unico protagonista, causa-effetto di tutto il percorso lirico. In certe soluzioni si ritrovano, comunque, tentativi di fuga da quel richiamo all’entropia dello spirito forse per ritrovare lo spazio umano, anche se talvolta decadente, che sollecita il poeta quando la realtà che gli si trasfigura davanti invade troppo la sua vita. E qui le forme dell’intuito si manifestano attraverso dicotomie di buon effetto ma anche di reale sostanza poetica. La ricerca dell’insolito, del neologismo, delle metafore diventa una necessità pressante, un bisogno per attivare linguaggi e cadenze più intimiste possibili, in modo da favorire il trasferimento delle emozioni in superficie traducendole poi in immagini. È durante quel percorso che si possono incontrare varie preziosità lessicali (Un cieco scriveva per noi – con occhi di spillo… Parole – come schegge nel palmo. Esigo un brandello di storia – da riscrivere… Non lascerò alla penna – l’angoscia della dissonanza, musica questa poesia, tizzone ultimo – per i falò d’inverno.

Ma, al di là di certe sfide dialettiche, nella poesia di Lilia Slomp Ferrari fermentano valori quasi mistici in cui il poeta si confonde con l’espressione logica “morte-nulla”. E la vita è già in quella morte se non si accetta l’assioma dell’immortalità oltre quel nulla. Ma è una cosa certa: se vi sono molte strade per interpretare la vita, quella della poesia è, sicuramente, la più vicina a quella giusta. E questo Lilia Slomp Ferrari lo sa bene.

Recensione
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