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Dialoga, Mirella Genovese. Nei versi della sua silloge,
Ascolto, parla con
se stessa (e a se stessa). Come davanti all'immagine della propria anima
riflessa nello specchio della vita. Quel tu con il quale spesso ama esprimersi ne è conferma inequivocabile. A nostro avviso non si tratta però, come
afferma Paolo Ruffilli in apertura della raccolta, di un "espediente" ma forse
di una necessità; anche se di espediente quel tu ha la sembianza. Un
dettaglio, in fondo, o meglio una dissertazione del tutto personale e quindi
opinabile. Ciò, comunque sia, nulla toglie e nulla aggiunge alla sostanza e
al contesto di questa poesia. Che rimane in ogni modo affascinante per la
musicalità, la limpidezza espressiva e il totale coinvolgimento emozionale
che suscita sulla sensibilità e l'attenzione del lettore. Rendendolo subito
consapevole di quanto sia gratificante la scrittura in versi quando è in grado
di indurre a riflettere profondamente sulle scelte, spesso illusorie e
fallaci, dell'umanità. Questo e non altro è il compito che spetta alla poesia.
Almeno a certi livelli alti, com'è appunto la poesia di Mirella Genovese. Del
resto nel poeta non vi è mai la pretesa di poter incidere sulle scelte del
mondo. Scelte che invece competono alla politica.
Ma è tempo di tornare al tema di fondo. Cosa ci dice ancora la poesia di
Mirella Genovese? Tre soli versi ci schiudono la finestra su un oltre senza
limiti, nel quale tutto è così incommensurabile da generare angoscia: "Dove
remota da me | ti celi, | anima mia?" (Interpretazione). L'anima ha così tanto
spazio dove potersi nascondere che a volte si può anche dubitare di averla
smarrita. Ma è solo una sensazione fugace. Infatti ecco che poco dopo il
dialogo riprende: "Con rapidi passi | avanza l'ora | nel canneto negli ulivi
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s'interseca. | Ascolti il ritmo | della sua cadenza, | anima mia?". Più
avanti, nella poesia Traghettamento, scopriamo versi intrisi di elevato
lirismo allegorico: "Nel fulgore di luce | senza tremore | traghetteremo ad
altra sponda | che è vita | laddove il silenzio | è la Parola | che vibra in
noi".
E impossibile dire qui tutto quanto vorremmo. Non una semplice sintesi,
forzatamente breve e riduttiva come questa, meriterebbe la poesia di Mirella
Genovese, ma una disamina ben più ampia e rigorosa. Ci auguriamo d'essere
almeno riusciti a dare alcune indicazioni di fondo su un universo così vasto e
alto da sembrare inarrivabile.
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Recensione |
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Ascolto
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poesia
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| Autori |
| • | Mirella Genovese |
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Edizione:
Edizioni del Leone
Spinea 2006 |
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| Prefazione di Paolo Ruffilli. In copertina "Gorgo" di Mirellina Parisi - pp. 80 |
| prezzo: € 7,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Tribuna Letteraria, La Nuova nr.87/2007
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