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Il poeta e critico Vincenzo Rossi ha pubblicato recentemente, nelle Edizioni del Centro Studi Letterari “Eugenio Frate”, da lui volute e dirette, un importantissimo lavoro letterario: Realtà e sogno. La poesia di Julio Bepré.

Il libro è un bel florilegio di ventidue componimenti poetici ottimamente tradotti dallo spagnolo in italiano, con testo originale a fronte, e con una illuminante prefazione-analisi sulla poesia del Poeta argentino. La sua bravura di traduttore chiaro e rispondente è chiara. In quest’ultima attività culturale il Rossi ha dato magistrale prova della sua capacità soprattutto in tre ultimi lavori importanti: “Platone poeta” (del quale ha tradotto in italiano dal greco quattro sue opere fondamentali: Il Simposio, L’Apologia, Il Critone, Il Fedone); “Misura e destino – La voce poetica di Paul Courget” (traduzione in italiano di una scelta di poesie francesi dell’Autore); e infine quest’ultimo “Realtà e sogno – La poesia di Julio Bepré” (traduzione in italiano di una scelta di poesie di lingua ispano-argentina dell’Autore). Di Julio Bepré conoscevamo qualcosa per averlo letto come traduttore, anche lui, di alcune bellissime poesie del Rossi in lingua spagnola riportate nell’importante libro “Vincenzo Rossi nella critica” dallo stesso poeta molisano. Il Bepré si rivela qui bravo critico e traduttore. La sua definizione critica: “Vincenzo Rossi es un poeta de humanissima expresion y centrada esperanza en el buen destino de todo lo vivente” è emblematica e lapidaria come giudizio espresso da un critico straniero sulla poesia e la figura del Poeta molisano, nonché sulla sua bravura di saggista.

Ora cerchiamo di conoscere e interpretare la poesia di J. Bepré proprio attraverso la traduzione di sue poesie fatta da Vincenzo Rossi. Questi, ci ha dato l’opportunità e l’occasione di guardare, come in uno specchio, nell’anima del Poeta argentino e conoscerne l’alto significato del suo vero poetico: fisico e metafisico, umano e reale, lirico e razionale, memoriale ed esistenziale.

Una dolce malinconia e una sottile nostalgia condizionano molti versi di Bepré e li rendono colmi del significato della vita come “ evento | di cui Dio è unica causa e fine | di tutte le certezze”.

Ed ecco così il poeta Bepré rivelarsi, attraverso la poesia, uomo con tutti i suoi sentimenti e i moti dell’anima che lo agitano e lo limitano al cospetto del mondo e di Dio, anche se “brama contemplare” il rovescio delle cose affrontando il “Dubbio” (duda) con inquietudine e consapevolezza di non afferrare la verità, e perciò concedersi cautamente alla propria sorte. Un filo invisibile corre sottile nei versi di Julio Bepré e lega essenzialmente i temi fondamentali della sua poesia: Amore- Donna-Verità. In ciò il Poeta argentino è figlio della cultura universale, da quella greco-latina a quella moderna-esistenziale e ispanica; rende la sua poesia mezzo e messaggio di valori umani, riscontrabili qui chiaramente in ogni suo componimento. Una sensazione, un fenomeno naturale, una riflessione, una osservazione, una considerazione si trasforma nell’anima del Poeta in canto lirico e idillico, dove la parola si carica di armonia, di luce, di suono e gratifica il lettore attento e meditabondo.

La vita è un grosso “dilema” che ha sempre condizionato le azioni, i sentimenti, le gioie, i piaceri, i pensieri dell’uomo. Ed è per questo che dobbiamo riconoscere in Bepré anche il poeta-filosofo la cui verità oscilla così tra il certo e l’incerto, il visibile/invisibile/intuibile delle cose e dei concetti espressi dall’uomo. Solamente due entità poetiche sono veritiere per il Poeta argentino: Dio e la donna; l’uno capace di aiutarci “en el clamor profundo | de aquel si voz ni llanto?”; l’altra, “Mas de pronto hay frescura | y un milagro acaece. | Somos dos. Tu a mi lado”.

La poesia di Bepré è anche malinconia, rintracciabile oltre che nei versi citati anche nelle melodiche poesie di: “Novembre”, “Assenza”, “Orizzonte” e infine in quella di sapore leopardiano “Naufrago”. Per tutto questo la raccolta di poesie di Julio Bepré, scelte e tradotte magistralmente da Vincenzo Rossi, si deve ritenerla un essenziale florilegio di componimenti utili per conoscere la personalità e la poetica del Poeta argentino.

Con la sua poesia “Conclusion de una infancia”, poi, ci lascia il documento-testamento più importante del suo essere uomo e poeta capace di comunicarci un vero e grande messaggio di fede e di verità nel genere più alto dello strumento letterario umano: la Poesia, in cui si documenta e si manifesta la realtà e il sogno di ogni artista.

Recensione
Realtà e sogno. La poesia di Julio Bepré
poesia 
Autori
Vincenzo Rossi
Edizione:
Centro Studi Letterari Eugenio Frate
Rionero Sannitico 1999

pp. 72

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Punto di Vista nr.20/2000
 

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