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Chiunque si accinga a tradurre un’opera dall’originale deve compiere un lavoro di rivisitazione. Occorre non solo la precisa interpretazione del testo dato, ma anche la capacità di riproporlo nel suo significato nella lingua della traduzione. Walter Nesti, fine conoscitore della lingua francese, ma altrettanto esperto in quella italiana, è perfettamente in grado di compiere un’operazione del genere. E’ riuscito infatti a rendere il ritmo poetico, la sottile cadenza del linguaggio di De Nerval trasferendolo in un’opera che, anche senza conoscere l’originale, mantiene tutta l’evidenza data dal poeta.

Tradurre De Nerval non è facile, così come non è facile rendere la complessità di una composizione densa di simbolismo e di allegoria quale “ Le Chimere”senza incorrere in una traduzione letterale in cui il senso si sarebbe perso. Linguaggio complesso quello di De Nerval che tanta scuola ha fatto nei poeti francesi dell’800 e del 900. Le allusioni continue a elementi mitici, a figure attinte dalla Storia  In un gioco poetico ricco di suggestioni ( Estremamente moderne le chiuse, nei versi piani, come quella ricorrente in più testi: “ Eppure la sacerdotessa dal vermiglio volto| e’ addormentata ancora sotto l’arco del sole | e nulla ha disturbato il portico severo.” In cui sembra di vedere in un’immagine neoclassica la figura della sacerdotessa addormentata in uno sfondo plastico.)

Pur attraverso vari rifacimenti che non alterano la compiutezza di ogni singolo testo, De Nerval  raggiunge l’apice poetico nel suo “ I Cristo fra gli ulivi” in cui l’umanità dolente del Cristo trova accenti di altissimo livello in un crescendo continuo che dalla coscienza del dolore e dalla negazione del proprio destino giunge al compimento del sacrificio che l’uomo-Dio cerca come estrema salvezza.

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