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Meditazione

Dimmi, candida luna
che tacita ascolti pensosa
parole di pena, d’angoscia:
qual sorte m’attende alla meta?

È lunga la strada alle spalle,
ma breve dinanzi ai miei passi.
È ormai breve, lo sento.

Non temo quel passo, lo sai,
mia candida vergine luna,
ma volgo la mente dubbiosa
alla sorte che afferra
chi giunge alla soglia fatale,
senza ritorno.

Sarò foglia, ruscello,
farfalla che muta i colori
nella luce cangiante
dell’aria in un giorno d’estate?

Sarò un nulla nel Nulla?

Dimmi, pallida luna
che tutto contempli e comprendi:
oltre la soglia permane l’angoscia
che i giorni terreni avvelena?

La quiete, la pace io attendo,
il Nulla, piuttosto, nell’Oltre,
purché svanisca quest’atra amarezza,
quest’angoscia che l’anima tormenta.

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