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Rosa di macchia

Rosa di macchia,
                        per te si forma la bonaccia
                        e le navi tornano chete in porto,
per te crescono i frutti dell’orto
e la verza col pisello intonano un canto bello,
ma se pungi come fai male, più delle rose di coltura
e la tua germinatura sa di sole e di vento,
del fruscìo delle serpi, dell’andirivieni dello scoiattolo
e ti crescono ai piedi le tenerelle,
                                                le fragoline selvatiche
e tu fiorisci tra le ortiche e i rovi,
né ti curi dei bovi che di lontano senti
salire l’erta montagna
                                e solinga e selvaggia stai
come una rossa ferita aperta in pieno sole
e non ci son parole
                            ad alleviare la tua solitudine:
                            “Sii bella e sii triste” disse il poeta
                            ma la tua conscia bellezza tranquilla
fa di te un’opera d’arte completa.

E se ancora senti raro il grido del pastore
ti si apre il cuore come una donna amata
ed un soave profumo emani che il sentimento allegra
ed odi trillare in un profondo accordo l’amica cinciallegra.

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