Servizi
Contatti

Eventi


Tommaso Romano, nella raccolta Futuro eventuale, con una poesia densa e con un linguaggio piano – caratterizzato dalla presenza di riferimenti toponomastici e di nomi di personalità artistiche e filosofiche – esprime la sua visione e concezione della realtà oggettiva e soggettiva.

Attraverso la propria introspezione giunge a toccare problematiche filosofiche-esistenziali, che oltrepassano i limiti individuali, e, con l’ausilio dei versi, cerca di individuare e sostenere la capacità della ‘parola’ di rappresentare non solo il senso della realtà concreta ma anche di quella ‘non determinata’.

Il poeta aspira al raggiungimento di una dimensione sociale ed artistica nella quale il significato della ‘parola’ non venga distorto da vuoti ‘sermoni’ e dove un pizzico di ‘follia’ serva a rendere l’uomo, non solo un genio creatore, ma anche maggiormente consapevole della sua fragile umanità, spesso corrosa da ‘tempi oscuri’. L’arte, con la sua carica emotiva e creativa, dovrebbe riuscire a costruire un mondo che si proietta al di là “dell’apparenza e della schiavitù”, verso un’armonia che non ammette assenze perché è pura totalità.

L’annientamento del nulla, del vuoto, che incombono sull’anima umana, è possibile grazie alla ricerca e all’attesa di una “stagione nuova”. Una stagione ‘di luce’ che non serva solo a “bruciare o consumarsi” per qualcosa, ma che diventi preludio di “un’armonia corale e cromatica”, dove le domande del poeta riusciranno a placare la sete di risposte, trovando le radici del ‘fondamento’, dissipando i dubbi offuscanti i valori del vivere quotidiano. E, nella prospettiva di un ipotetico, eventuale futuro, scandaglia il già vissuto e sbircia il presente. Ritorna, così, sui passi già dati, per riguardare con un’ottica nuova le cose appartenute ad uno stralcio di vita già consumato, le cose con cui ha condiviso tempi ormai conclusi, eppure, presenti nel suo modo di essere attuale.

“La vecchia casa” (p. 25) diventa il sacrario di ciò che è stato, il luogo dove “ricomporre i cocci” del passato in un “rassegnato silenzio” che parla alla mente e all’anima. “La proustiana ricerca”, predomina nella seconda e più corposa delle cinque sezioni, Epistolario svelato, di cui è composta la raccolta, e porta l’autore a scoprire la facoltà del parlare anche nelle “cose assenti”, immerse nell’attimo già fuggito. Questo dialogo con le immagini del suo ieri – pur venato di leggerissima malinconia –, non è sintomo di rimpianto, è solo un volere acquisire una nuova saggezza, una nuova consapevolezza per immettere nello spirito vigore per “alimentare la preparazione...”. È un colloquio, quasi rassegnato all’inevitabile succedersi degli eventi nel tempo, a tratti pacato, a tratti pieno di interrogativi, da cui traspaiono le due necessità primarie per l’autore, la ricerca e l’attesa.

E, nelle poesie di questo libro di Tommaso Romano, ricerca e attesa tendono a raggiungere un’unica meta: la conquista della libertà, della verità e di un “eventuale” futuro infinito.

Recensione
Futuro eventuale
poesia 
Autori
Tommaso Romano
Edizione:
Elledizioni
Palermo 2002

pp. 100
prezzo: € 15,00

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Punto di Vista nr.42/2004
 

Literary © 1997-2012 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza