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In questa sua nuova raccolta,
dal titolo ho finito l’inchiostro, Licio Gelli intraprende un viaggio
che, verso dopo verso, rievoca le stagioni, già vissute, della propria
esistenza. Momenti, figure e segni che hanno caratterizzato il suo percorso
esistenziale emergono con nitidezza dalle parole scritte tratteggiando il
profilo di un poeta emotivamente ricco e dalla vena poetica inesauribile.
E, anche se il titolo della
raccolta, unitamente a quello della poesia L’ultima spiaggia dai cui
versi esso viene tratto, annuncia un consapevole punto di arrivo o di rottura,
dalla lettura non traspare pessimismo o disperazione, ma una pacata attesa
dell’attimo dell’addio alla vita terrena: “Addio, addio terra mia, ho finito
l’inchiostro | nelle mie vene, volerò tra nubi colorate e | rondini bianche,
fino all’isola promessa | dell’eterno dove incontrerò molti volti cari”. Tra i
volti che incontrerà vi saranno sicuramente quelli della madre e del padre e,
quello, della sua amata Wanda.
Wanda, figura impalpabile ed
eterea, costantemente presente nei pensieri, nei giorni e negli scritti del
poeta; con la sua presenza fisica, in passato nei momenti bui, gli aveva donato
amore e sostegno, ora, nel presente, la sua assenza ha spalancato, per lui, le
porte alla solitudine ed ha riempito la sua stagione autunnale di malinconici
ricordi.
E, proprio dall’amore per
Wanda (come in molti degli altri libri pubblicati dall’autore) nascono poesie
delicate, canti struggenti, momenti di alta liricità che richiamano alla mente,
altri canti, altre lodi scritte da grandi poeti per la donna amata nel corso dei
secoli. Anche la natura – con le sue stagioni, le stelle, le albe, i tramonti...
– continua ad essere presente nei versi di Licio Gelli ed a rispecchiare i moti
della sua anima; ad essa raffronta le sfaccettature dei suoi pensieri più intimi
per raccontarsi.
Si racconta, e racconta agli
altri, dei momenti in cui triste e stanco, sente non solo il peso della
solitudine, ma avverte anche la sensazione di essere un ‘vecchio-bambino’
disorientato al pensiero di affrontare nuovi giorni senza la presenza della
persona a lui più cara di ogni altra. Attende l’arrivo di ogni alba con ansia,
poiché, con il chiarore, riporta nella sua esistenza le proprie pene e le
traversie del mondo. L’alba dissipa il buio della notte, il quale scende, come
un velo, per frapporsi tra il mondo reale e l’universo onirico per allontanare
ciò che lo tormenta. I sogni riescono a dipingere i contorni di una realtà
ideale dove l’ansia per il proprio domani e per i mali del mondo – ingiustizie,
attentati, visioni di bambini che soffrono – si dissolve confortata dalla
speranza che un mondo migliore possa costruirsi.
Il suo messaggio all’uomo di
riappropriarsi dei veri valori della vita è forte ed intriso di un’intensa
religiosità. Proprio questa grande fede gli consente di affrontare il pensiero
della morte con grande serenità e dà sostegno alla sua certezza che la fine di
questa vita terrena è il preludio di una eterna, da condividere con l’amata
Wanda; una vita, dove le ingiustizie umane non trovano alcun posto.
Questa nuova raccolta di Licio
Gelli propone i termini essenziali, soprattutto intimi, della sua esperienza
esistenziale, riguardati sul filo di una memoria la quale diventa allegoria e
sublimazione dell’attesa dell’eternità, con una poesia ricca di echi interne e
di scorrevole musicalità, caratterizzata, inoltre, dalla forma piena di armonia
dei numerosi testi che la compongono.
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Recensione |
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Ho finito l’inchiostro
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poesia
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| Autori |
| • | Licio Gelli |
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Edizione:
Edizioni Giuseppe Laterza
Bari 2004 |
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| Presentazione di Livio Gommina.pp. 210 |
| prezzo: € 24,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Punto di Vista nr.46/2005
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