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Nella raccolta Le betulle, di Oretta Dalle Ore, sia i testi, brevi ed armoniosi, che le parole della pregevole prefazione di Asghar Ebrahimi vengono presentati al lettore con una duplice traduzione in Farsi e Inglese. Caratteristica, appropriatamente, messa in risalto anche dalla stessa copertina del libro poiché, senza dubbio, è un elemento che lo rende più interessante e ne amplia l’orizzonte della fruibilità.

L’universo poetico dell’autrice, in questa silloge, è espressione di un mondo appartato, fisicamente delimitato dai confini dell’orizzonte visibile dalla finestra di una stanza (p. 71) ed emotivamente legato al variare dei colori che si alternano con il passare delle ore, dei giorni, delle stagioni sullo scorcio del giardino da essa incorniciato. Spesso i brevi componimenti colgono le sfumature e i particolari dei piccoli quadretti paesaggistici, racchiusi in questa cornice, nei quali, la natura sembra essere l’unica presenza reale. Gli uomini, gli animali assumono contorni sfumati, figure senza storia, che sembrano affiorare da un’esperienza di vita sentita ormai lontana (p. 19, p. 27); le luci delle strade, i rumori, sembrano giungere attutiti, o estranei, senza riuscire a spezzare l’atmosfera carica di silenzio e immobilità che regna in quella stanza. Solo la natura – con il suo cielo, gli alberi, i fiori... – riesce a risvegliare nei ricordi della poetessa echi di profumi già sentiti in altri luoghi, in un tempo non definito (p. 51).

Non vi è traccia di angoscia o timore, in questi versi pieni di musicalità, si avverte, invece, un sentire fatto di istantanee, di attimi fissati nelle immagini che da essi si sprigionano. L’autrice si abbandona a queste visioni, che si rinnovano al ritmo delle stagioni che passano e dei colori che esse stendono sulle foglie e sull’erba, “Oltre l’oro c’è il rosso in mezzo al verde | rosso bruno tra il rame e il bronzo antico | e i pini in fondo con le cime scure | si ricamano aguzzi verso il cielo” (p. 63).

La lettura delle poesie di Le betulle, con le descrizioni di scene di natura, e del ciclo delle stagioni, che si alternano nel giardino adiacente alla casa (o, più esattamente, al manicomio, come si apprende dalla prefazione) da dove Oretta Dalle Ore le osserva, ha richiamato nella mia mente, per alcune affinità di temi e di coincidenze esistenziali la figura della grande poetessa Emily Dickinson: per entrambe la visione del mondo è racchiusa nella cornice di una finestra e, per entrambe la parola poetica ne è la regina, l’unica, la sola degna di descriverlo.

Recensione
Le betulle
poesia 
Autori
Oretta Dalle Ore
Edizione:
Edizioni Fai da Te
Milano 2004

Prefazione di Asghar Ebrahimi - pp. 80

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Punto di Vista nr.46/2005
 

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