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Ora comprendo

Protagonista indiscussa della silloge Ora comprendo di Fabio Dainotti è Celeste; la sua figura e il suo modo di essere aleggiano attraverso i versi. Vengono decantati i suoi modi decisi e provocanti, le sue grazie, il suo sapersi destreggiare tra quotidianità e mondanità, tra figli e lavoro. Donna amata, desiderata e sublimata, che perde i tratti angelici ed acquista una dimensione umana quando il risentimento e il dolore provati dal poeta, di fronte “all’offensivo volteggiare da un amante all’altro”, conferiscono una nuova connotazione alla realtà amorosa: i pregi, o quelli che lui considerava tali, passano in secondo piano mentre i difetti prendono il sopravvento. Egli cerca di auto-convincersi, che la donna, tanto desiderata, non ha nessuna caratteristica fisica, o morale, per la quale valga la pena soffrire, ma quando riesce a guardarla con più distacco, una punta di amarezza e un senso di vuoto pervadono il suo cuore, e la domanda, che chiude la silloge, non è foriera di ritrovata serenità ma di rimpianto per qualcosa che avrebbe potuto essere meraviglioso e, invece, non è stato. Un tenue alone di malinconia sembra avvolgere e smorzare la sottile ironia presente in alcuni testi, quasi per conferirle proprietà curative, lenitive delle sofferenze procurate da un amore non corrisposto.

Riferimenti alla poesia classica e a quella del Novecento sono riscontrabili tra i versi; si percepiscono echi di varie poetiche ma è prepotentemente, e coscientemente, messo in risalto - dai titoli dei testi, dalla loro struttura, dal loro contenuto, dalla presenza di espressioni latine, dallo stile colloquiale - il legame con quella di Catullo, ma mentre la poesia catulliana ha come sfondo naturale la società romana, quella di Fabio Dainotti si colloca nella società contemporanea, distante dall’altra circa venti secoli. Ne vengono messi in risalto peculiari modi di vivere e viene confermato che l’amore, con la girandola delle sue emozioni, coinvolge e travolge da sempre i sentimenti dell’essere umano.

La poesia diventa un ponte: tra il sentire di ieri e quello di oggi, riproponendo parole già scritte, in passato, ma sempre attuali nel loro significato; tra esperienze individuali che si alternano nel tempo, ma che hanno un percorso similare e un modo di sentire affine, perché, l’essenza dei sentimenti è immutabile.

Ora comprendo enuncia il poeta, nel titolo della breve raccolta e riconferma in alcuni testi, e sembra che questo sia avvenuto con gradualità, fino al momento in cui riesce a mettere a fuoco la vera personalità della donna anelata. Gli diventa così possibile scrutarla con disincanto, scoprirne le sfaccettature negative e allontanarla, a fatica, dal suo universo interiore.

La silloge è caratterizzata da un’attenta ricerca di parola, di punteggiatura e di musicalità e nell’intento, riuscito, di trovare un proprio stile e dei propri contenuti. Fabio Dainotti intraprende un percorso di scrittura costellato sia da riferimenti classici che moderni, utilizzando una vasta gamma di toni: dall’ironico al vivace, dall’ottimistico al deluso.

Recensione
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