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Brandisio Andolfi apre la sua dotta trattazione esplicitando subito un concetto fondamentale: “Quando si parla degli Sforza la mente corre subito, e non a torto, a Francesco I Sforza, Duca di Milano. Ma questi non sarebbe stato artefice di tanto splendore e di tanta potenza storico-politico-artistica se non avesse avuto, per destino, natali eccezionali e un padre eccezionale come Muzio Attendolo Sforza”.

Pressoché sconosciute sono, tuttavia, le vicende di quest’ultimo che prendono vita nell’esemplare saggio. Partendo dal luogo natale, Cotignola, antica cittadina presso la via Flaminia nel territorio di Faenza dove nacque nel 1369 e via via fino alla morte all’età di cinquantacinque anni nel 1424 avvenuta per annegamento nel fiume Pescara.

Brandisio Andolfi mette bene a fuoco l’esplosiva situazione di quegli anni: “Non dimentichiamo che Napoli, Firenze e i Visconti di Milano erano costretti a muoversi in un momento storico molto discordante nel contesto religioso del tempo, dominato dallo Scisma d’occidente, che si perpetrava dal 1378 e vedeva salire al soglio pontificio, spesso, due e anche tre papi contemporaneamente e perciò mai riconosciuti come i veri papi romani, oltre che dal regno di Napoli da quelli di Spagna, Francia e Scozia”.

L’impegnativo lavoro di ricerca al quale Andolfi si è sottoposto, con passione e pazienza, colpisce per la documentatissima mole di notizie storiche fornite con linearità e chiarezza, grazie alle quali è possibile quasi toccare con mano i fasti e le abiezioni, i lumi e le tenebre di un’epopea fra le più convulse e spietate della nostra storia.

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