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Eraqua, titolo della silloge, vuole rappresentare l’osmosi tra Era, dea del cielo, ed Aqua, parola parte d’un significato più esteso: terraquéus, binaria unione tra terra e acqua. In effetti se acqua e terra simboleggiano la duplice consistenza materica, propria delle protofilosofie greche, Era potrebbe rappresentare (allegoria pura) quel fuoco convertitore di essenza fisica in essenza spirituale che eleva l’uomo al sublime. Dandogli consapevolezza dei suoi due possibili stati aggregativi: corpo e psiche intesi quale dissociazione somatica, nella loro singolarità. Era è il fuoco. Rappresenta la divinità femminile per eccellenza. Ed in quanto tale è creatrice di passionalità, nell’accezione dell’amore di coppia.

Ecco spiegato il senso di questa raccolta poetica, che, a quattro mani, pone a base tematica la donna.

I due fratelli Rampin, coautori, sono fratelli altresì in arte, nell’allusione, comune ad ambedue, alla muliebrità, ispirati dalle\alle sensazioni afferenti la femminilità nei poliedrici aspetti emotivi. Non unicamente amore di coppia, amori focosi, ardenti, struggenti, bensì una gamma d’affetti ben più ampia.

Claudio, il più vecchio dei due fratelli-autori, tra le sue dediche (“Donne”, parte prima) esprime consapevoli e condivisibili emozioni, certamente altre dall’amore degli amanti, in “Lady Diana” (p. 23), in “Poesia per un’amica” (p. 25) ecc. Addirittura nella successiva sequenza (“Donne”, parte seconda - pp. 35-39) v’è manifesta espressione d’un amore platonico estetico che incanta i sensi per la dolcezza che la donna incarna in sé.

L’altra metà del libro, del fratello Nicola, tra l’altro esplicativa del titolo dell’intera raccolta, indora le sensazioni suscitate, prim’ancora che dall’amore, dagli elementi terracquei che, colti nelle loro peculiari bellezze estemporanee, contingenti, ridondano d’amore essi stessi. Si levano dai flutti marini sirene di poesia. E dai boschi dei rilievi, venticelli solfeggianti note armoniose d’amore trastullano l’immaginazione. A Venezia come a Ragusa (luoghi corrispondenti al vissuto del poeta), sogni, desideri, divagazioni sul gentil sesso forgiano gorgheggianti versi, arieggianti amenità.

 
Recensione
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