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seconda edizione

Antonia Izzi Rufo si cimenta nell’ennesima pubblicazione, questa volta poetica. Propone una silloge bilingue, italiano e francese, di trenta componimenti. La traduzione, testo a fronte, è del veterano Paul Courget, ottantacinquenne, francese della Dordogne, poeta lui medesimo.

Poesia cristallina. Espressione di genuina ed immediata scrittura. L’incantamento dell’infinita illusione di poter trovare appagamento ad un pressante "bisogno d’evasione" (Il monte, p. 20) è tematico, ma più che altrove è vivo nella poesia E sempre sogno, p. 18. Nell’ultimo verso vi è espressa stoica delusione: "e senza speranza spero". Manifestazione di una caparbietà a cercare ciò che nel contesto globale dei versi sembrerebbe conclamata sconfitta. Per cui v’è la proposizione di un ossimoro di disperazione e nel contempo di una sempre rinascente fiducia. Sicché in taluni Momenti di pace (p. 26) effettivamente "respira pace lo spirito". È una ragione che riesce ad alleviare la Izzi Rufo dallo Spleen (p. 32) che si riaffaccia con assidua frequenza e che all’ apparenza non dovrebbe risolversi "se non hai più speranza,| se non puoi più sognare".

Una curiosità: il verso di chiusura, almeno nei componimenti salienti, fa da pacemaker alle motivazioni e/o ai sentimenti che ispirano l’autrice.

Dal punto di vista della struttura, sempre astrofica, la soluzione epigrammatica si alterna a quella comunque sintetica, tranne tre/quattro casi in cui non è però superata la pagina – in un massimo di 28 versi.

Le parziali allitterazioni si avvicinano ad una sorta di blanda rimalmezzo, per un gioco poetico a cavalcioni tra il ritmo metrico-libero e la metafora linguistica.

Nota di lettura
a cura di Luciano Nanni
in Punto di Vista nr. 37/2003
Poesia. Per la naturale disposizione alla musicalità del verso, la poesia della Izzi Rufo ben si presta a venir tradotta in francese: peraltro il traduttore è stato rispettoso della versificazione, mantenendone l’originaria struttura. Dal lessico dell’autrice è possibile rendersi conto di una visione positiva della vita: termini come incanto, infinito o meraviglioso sono ìndice di uno slancio d’amore verso gli esseri umani e la natura, benché qualche ombra venga a turbare l’ottimismo di fondo: inquietudine (p. 10) e sofferenza (p. 24), e questo ovviamente arricchisce la tematica dei testi.
Recensione
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