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La nota critica – in realtà è tutt’altro che una semplice nota – premessa al testo poetico in questione è esaustiva e tra l’altro interessante. Cercando d’esserne condizionato il meno possibile, vorrei evidenziare, appunto alternativamente, come Nicoletta Corsalini, nello scrivere il libro, abbia adottato un linguaggio avvolgente, che regala poesia ad altissimo livello.

Tra i vari autori candidati a scrivere in versi raramente si leggono pagine – e di pagine non ve ne sono poche nella presente raccolta – che sappiano esprimere melodia in un siffatto virtuosismo poetico, dall’inizio alla fine, senza cedimenti stilistici. Sarà che sono trattati argomenti particolarmente sentiti per l’autrice, tematiche che la riconducono a situazioni effettivamente vissute in prima persona, sentite nella carne e nei sentimenti. O presumibilmente sarà che per la poetessa le sue raffigurazioni letterali (veri ed autentici bozzetti) corrispondono in buona parte a rapporti emozionali, ai correlativi stati d’animo che si associano all’ambiente e alle cose che lo circoscrivono, in un’ideale osmosi tra luogo e soggetto. Sarà un po’ l’una sarà un po’ l’altra soluzione, in ogni caso si avverte nei versi, costantemente, uno status quo che richiama un’altrettale continua, inarrestabile verve poetica, che avvalora la poesia d’una qualità superiore. I titoli dei vari componimenti, già di per sé, stimolano l’attenzione, emanando una calamitante sensazione d’armonia, diffondendo un’ammaliante attrazione.

Si vedano, per esempio, i seguenti: Relative realtà; Bianche notti; Piccolo paese; Notte nella neve; Fruscii di natura; Malinconia di suoni; Questo temporale di agosto. Parrebbe, in definitiva, che per la Corsalini, lo stilare versi fosse il proprio fisiologico, quotidiano modo di vivere. Del resto la poesia può davvero essere una reale funzione favorevole alla nostra sopravvivenza!

Recensione
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