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La dimostrazione che Anna
Marinelli dà al lettore è di sapere coniugare la quotidianità delle vicende e
delle sensazioni vive, reali, al fantastico ideologico legato alle aspettative
e, di conseguenza, alla rosea soggettività creatrice di mondi ameni.
Se le azioni, fatti
circostanziati o eventi generici, di tutti i giorni assurgono ad impalcatura
poetica, in quanto siano capaci d’ispirare modelli d’originale estetica, le
ipotesi, e di sovente i sogni, possono sembrare una reale appendice. Esito di
simbiosi inscindibile, vera e propria commistione, col vivere effettivo. Come
dire che la poesia sequenziale e salmodica, com’è questa della Marinelli,
elaborata nel linguaggio documentaristico delle appercezioni giornaliere, è in
grado di creare un pressoché impercettibile transito nel pensiero radicato ai
paradisi dell’invenzione nella mente della stessa poetessa, fattrice di versi
immersi nel coro della natura e della spiritualità.
In “Oltre l’orizzonte”, tra
l’altro, si percepisce il notevole significato della trascendenza d’espressione
leopardiana. Un valico di confine ancora una volta tra la realtà ed il
temporale, ovverosia il salto nell’esperienza limitata al sogno.
Nello specifico se ne potrebbe
intendere la mesta dimensione conclusiva della morte. Come pure lo stallo, del
tutto fittizio, di una vita comunque ideale. Se ne ipotizza la metafora
emulativa dell’oltresiepe, appunto, del poeta di Recanati.
Fede, affetti familiari,
gioiosa penetrazione nella natura costituiscono, in ultima analisi, la
solidissima ossatura di una poetica di spessore.
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Recensione |
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Il sogno quotidiano
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poesia
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| Autori |
| • | Anna Marinelli |
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Edizione:
Portofranco
Taranto 2002 |
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| Postfazione di Daniela Murgolo - pp. 23 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Punto di Vista nr.40/2004
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