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Silloge poetica, questa, di autrice canadese di lingua inglese.

Nel libro le didascalie esplicative di determinati fenomeni fisici astrali, dai quali traggono spunto le singole poesie, precedono il componimento poetico, che viene perciò individuato a fronte. Per cui il testo in lingua originale è seguito dalla versione italiana nelle due pagine successive.

Oggetto dei versi è dunque la scienza cosmica. Se i “nomina numinum, portatori della Scienza Nuova [ieri] erano Galileo, Keplero, Bacone […] oggi sono Heisenberg, Schroedinger, Hawking, Kerr” (A. Donati, nell’Introduzione), Svante, Nèel, Bohr, Plank, Chandrasekar, Hubble eccetera. La differenza la fa però la natura cosmica in quanto tale, poeticamente ed ottimamente interpretata da Susan Mc Master. Al di là del motivo scientifico, che stimola l’estro della Poetessa, il tema astrale, cosmico, rappresentando la ricerca d’avvicinamento alla dimensione divina, ne completa l’interesse. È pertanto costruito un ponte tra uomo e Dio anche nella poesia.

In tale poetica della scienza del cosmo la Mc Master, con una stravaganza finemente intellettiva, riesce ad interiorizzare, umanizzandolo, l’aspetto smisurato, immenso, dell’universo, specialmente a riguardo dei più singolari fenomeni.

“L’accoppiamento tra il didascalico ed il poetico soffoca l’ultimo aspetto”. È il rilievo sull’opera in disamina di uno dei fondatori della poesia cosmica, il ferrarese Guido Tagliati. Osservazione veritiera. D’altra parte si ha l’esclusivo privilegio di gustare, in un modo piacevolmente alternativo, teorie di illustrissimi astrofisici. Un esempio: le ‘onde gravitazionali’ scorporate dalla ‘teoria della relatività’ di Einstein vengono servite al lettore con il gustoso contorno di un’estetica unica nel genere.

Recensione
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