Servizi
Contatti

Eventi


Composita raccolta poetica dal sapore di scientifica rubrica teologica. Il presupposto è logicamente filosofico. Si tratta quindi di filosofia in versi. Una teoretica del bene e del male che, con apertura ad una successione di metafore e di citazioni bibliche, evangeliche ed agostiniane, s’innalza a poetica dai mille risvolti, dogmatici, catechetici, cosmici, innodiaci (come, giustamente, si evince dalla prefazione), misterici... navigando le trascendentali acque del divino e della Divinità.

L’opera, nel suo organico respiro teologico e teoretico, presenta sei distinte parti, ognuna eponima nei titoli che la introducono. La memoria delle origini, titolo generale e seconda parte, segue immediatamente “L’ultimo atto”, palesando gli antipodi dell’Onnipotenza nonché dell’essere assoluto, dell’esistenza, di ciò che è, forza in atto. Sicché la memoria delle origini è simbolicamente fagocitata dal suo naturale ossimoro, che ne indica la fine.

La memoria delle origini, anche nell’affinità semantica, rivela il peccato originale, quale strumento di collegamento imprescindibile tra uomo e Dio, presupponendone i Suoi ideali precetti.

Le origini della memoria (invertendo arbitrariamente la frase data nel titolo) fanno pensare al concetto, paradossale, di una memoria che volta per volta, a ritroso, vanifica fino a spegnersi, fino a significare una contrapposta perdita di memoria, per riassorbimento nella primordiale genesi del creato. All’incirca un’ulteriore dogma di fede, che si unisce a quello per eccellenza della Divina Trinità.

“Lo spazio di Dio”, parte di chiusura, trasmette il senso dell’osmosi cosmica nel Divino, inserendo questo modello del poeta triestino nell’ipotetico manifesto (più dato di fatto che teoria) dei poeti cosmici.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza