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Le mie preghiere, di Giovanni Tavčar, nella loro rilassante, meditativa e religiosa lettura, danno un contributo davvero rigenerante allo spirito, a conferma di quanto asserito da Fulvio Tomizza nella lettera d’apprezzamento posta a prefazione. Il libriccino, una plaquette di appena sedici componimenti, nonostante la scarsa consistenza quantitativa (non qualitativa, assolutamente), può fungere da breviario. In effetti sono tutte preghiere, dalla prima all’ultima, rivolte a San Francesco, al beato Padre Leopoldo, all’angelo custode, allo Spirito Santo e soprattutto a Dio e alla Madonna. Preghiere per tante occasioni quotidiane, per certe ricorrenti contingenze della vita (A tavola; Preghiera per i figli; Preghiera per le vacanze…), fino a contemplare il ‘rendiconto finale’ (cfr Quando mi presenterò).

Nell’aprire per la prima volta il librino, si potrebbe cadere nell’illusione di trovare un contesto banale, scontato, irrilevante sul piano estetico. Purtroppo succede con certi testi religiosi. A fianco alle espressioni più profonde del cuore non sempre compare anche quell’aspetto complementare che dà tono e spessore alla poesia. Avendo riguardo all’estetica, preghiera non necessariamente coincide a poesia. Sia ben chiaro che la preghiera rappresenta comunque e sempre un’ottima letteratura. Tuttavia quando vi sia la garanzia d’un linguaggio pertinacemente poetico, carico di bellezza sintattica e metaforica, tale all’opera in disamina, allora la valutazione non può che essere larga. È chiaro che la posizione del critico, o del lettore, che non condivida l’identico ideale religioso, per altra credenza o per agnosticismo, assai difficilmente darà ragione alla mia positiva critica. Ma, tant’è, ognuno la pensa a suo modo! Nella poesia, genere letterario particolarissimo, aperto alle indefinibili ed inesplicabili ragioni dell’estemporanea fantasia e della singolarità dello scrivere, molto può essere concesso. Allorché si tratti appunto d’un’opera poetica pervasa di mistica devozione, di fede in Dio, e sia supportata da una bellezza estetica facilmente intuibile, be’, non resta altro, a mio modesto parere, che plaudirne il merito.

Recensione
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