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La poesia in Dio

Scolpire sul marmo dell’eterno
le serie sculture del pensiero
che si congela, lemma latente.
Inscrivere su durissima pietra
nuovo decalogo di comandamenti
da tramandare all’estro poetico
perché nel silenzio possa parlare
ché possa raccontare ai viventi
che gl’ideali dilapidati dall’età
nonostante la morte ricrescono
nel sacro atto della loro scrittura:
è un’offerta in pasto ai posteri.
In tal maniera l’umanità matura –
la potenza è nella nostra volontà.
È un fremito d’anelito estremo
che coglie il proprio alter ego
nelle pieghe dell’icona di Dio
senza mai bestemmiarne l’Idea.

Ossimori isomeri

Veder fiorire un ireos
Osservare appassire rose
Sentire il vagito del neonato
Udire rantoli d’avo che se ne va
Toccare il filo fatale del fato
Palpare della causa l’effetto
Bagnar di lagrime gioie o dolori
Asciugarsi il sudore della vita
Bagnarsi le labbra arse
Asciugarsi l’umida bocca

Amico d’arte

dimmi amico mio:
qual è l’alba migliore
tra l’arte e la follia
per percepire propri ricordi
come mete terrestri,
riagguantate comete
nell’implodere di speme
nelle perdite di meteore?

forse serve essere sereni,
occorre semplicemente questo;
non poeti e non dementi,
basta star tra le sbarre
che il passato ci serra attorno
e in ogni caso andar a zonzo,
leggero libero pensare
di puri spiriti del mondo

Scarti d’arte

scarti d’artistiche carte
pezzetti di poesiole
sparpagliati qua e là
agili ritagli
tagli d’estri
striati brani
di gelose bramosie
cestinate stimmate
d’appassionati passaggi
assaporati dal cuore
col colore aureo
di un’intima religione
d’ispirazione estemporanea
per rimuovere traumi

Le ore

Le ore,
erotismo fremente
di femmina in calore,
lasciano nei miei sogni
la scia dei segni
disegnati dall’astruso destino

le ore
erose dall’eros
d’amanti antichi
non meno della morte
inceneriscono umane ragioni
in fiammate di folle fuoco
evaporatore di polvere

le ore morenti/nascenti
s’aggrappano a panorami immani
da dove vedere l’edera
in vertiginosa crescita
lungo scalate di pietra
ad un’unica parete itinerante
nell’unico perenne presente

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