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Che l’attenzione dei bambini si possa conquistare al ritmo di filastrocche, tiritere e ninne nanne Ines Scarparolo sembra non solo che lo sappia bene ma altrettanto bene sa confezionare tali strumenti, dosandone in maniera ottimale i vari ingredienti. Cadenze, terminologie e soprattutto le finalità morali (quel che si dice “morale della favola”) appaiono azzeccatissime in questo librino. Non v’è dubbio che siano studiate ad arte, per portare a ragionare tenere testoline col vezzo del gioco, con la lusinga di martellanti ritornelli, mezzi d’ amena persuasione, escogitati per essere gioiosamente assimilati, captati dalla mente del bambino.

Si può icasticamente dire che il senso ludico dei versi che l’Autrice commisura loro immetta nelle vene, e, ciò che maggiormente conta, nel cuore dei piccoli fruitori, siano essi diretti lettori o mediati ascoltatori, gli schietti valori d’una società contemporanea in continuo fermento, largamente espressiva di diktat e di celate istigazioni. Input che, dovutamente intercettati, grazie ad un’esatta, sapiente interpretazione, recano nel microcosmo intellettivo dell’ipotetico discente, appropriata assimilazione: fondamenti di umanità, carità, pace, e più in generale amore.

Il testo, nella sua sintetica struttura, costruita su cinque scansioni, rappresentate da agili filastrocche e poesiole, da una ventina di preziosi e simbolici disegni, metà dei quali a colori, tutti dell’Autrice, e da una parte dialettale, che funge da richiamo folcloristico, proprio per detto intelligente frazionamento inocula nella visiva memoria del fanciullo approssimative ma efficaci regole di diritto, di etica, in definitiva di saper vivere. Con gioiosa penetrazione.

È così che si aiuta a consolidare l’archivio mentale dei soggetti che ancora tanto devono imparare.

Recensione
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