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Al Teatro Accademico di Bagni di Lucca
Ho incontrato Mario Lena

Sabato 17 settembre 2005 al Teatro Accademico di Bagni di Lucca, davanti al foltissimo pubblico che gremiva la sala e i palchi (amici, autorità, esponenti della comunità scientifica e letteraria, fra cui Franco Manescalchi, il poeta e scrittore fiorentino, Presidente di "Pianeta Poesia") ho svolto il piacevole incarico di presentare l’ultima opera poetica di Mario Lena, La scala di Mohs, prefata da Giuseppe Panella e pubblicata da Pacini Fazzi di Lucca.

La serata si è svolta in una atmosfera di intensa compartecipazione, nella condivisione di quei valori che responsabilmente sostengono e coniugano in solido le ragioni della speranza con il “coraggio dell’amicizia”: l’amicizia che ad ogni “segnale di morte dà risposte di vita” e concretamente resiste per segnare i sentieri/pensieri discesi dall’autore nella scala/scalata vitale con “i principi forti dell’onestà”. L’elogio dell’irripetibile singolarità individuale, viva materia dell’idealità del libro, come ho evidenziato nel mio intervento, è infatti costantemente “provata e provocata” dall’autore in quei “principi”, nella moderazione e nella tolleranza che incontrano le “complici compiacenze” della contaminazione/ contanimazione, dove ognuno resiste da solo per “continuare insieme”. Nell’intervento, e nella sintesi di questo commento, mi sono spesso appoggiata alla diretta citazione dei versi dello stesso autore seguendolo, gradino su gradino, nella sua paradigmatica convergenza con la scala che il mineralogista tedesco Friedrich Mohs, lungamente vissuto sulle dolomiti bellunesi alla fine del ’700, ideò e ordinò in dieci livelli per comparare le variabili durezze dei minerali dal Talco alla base fino al Diamante al vertice.

Nell’impegno reciproco di memoria e di propositi, le parole dei sindaci di Bagni di Lucca e di Longarone (la sventurata città, il cui gemellaggio con Bagni di Lucca fu realizzata nel 1964 da Mario Lena, allora sindaco) hanno introdotto e idealmente corrisposto con quel sentire della mente che egli ha potuto, saputo e voluto intrattenere e ancora presentare (“scrivere vuol dire: raccogliere, raccogliere e presentare”) nella sua consueta, cartesiana chiarezza. Essa si rinnova in questo ultimo libro attraverso un linguaggio terso e teso nella acribica freschezza della sua capacità di sorpresa, come gnostica valenza contro ogni vacua tentazione estetizzante.

Appoggiandomi dunque alle sue stesse parole, ho parlato di Mario Lena come uomo di scienza e di poesia, “vagabondo variabile” e “innamorato di naturalezza”, senza gradi nell’impegno dei gradini della vita in quell’“entanglement” ove ogni individuale, distinta “libertà di movimento” sinestesicamente con-verge coinvolta dall’alterità (pur fisicamente e spazialmente separata), nell’armonioso, pacato e placato ordine dell’amore: “sogno recuperabile” che accogliendo resiste, e con-cedendo raccoglie per con-sentire.

Mi è stato davvero facile lasciarmi coinvolgere, complicemente compiacendo, “a quattro mani” ma in una scelta sola nell’equilibrio del “percorso giusto”, nella déprise di quel responsoriale “entanglement” – key word di poesia e poetica – che in questa ultima opera di Mario Lena con- fonde nell’equilibrio le materiche durezze/dolcezze di ogni gradino della scala: la scala esperienziale che egli discende per conquistare, nella cordata comune, il luminoso, gioioso vertice dell’amore nella sua intima base di fiducia e di memoria. È quella intima base, che individualmente provata e provocata con moderazione e tolleranza, resiste condivisa nella coalescenza della unitaria, invariabile sostanza dell’amore, testimoniandone e tramandandone, intra- mondano, il suo tenace sogno d’eternità, dove l’a-venire di ogni singola storia/sostanza concorre a comporre, infine pacificata e pacifica, la sostanza/storia del mondo.

Dopo la commossa testimonianza dell’amico di desistenti resistenze Alfio Tofanelli – che corrisponde con Mario Lena nelle ultime pagine del libro – l’autore ha vivamente e lungamente ringraziato tutti gli intervenuti, dal pubblico, alle autorità e ai relatori, confermando il prossimo appuntamento per il settembre dell’anno venturo con l’annuncio di un nuovo libro, come l’attuale mosso e riflesso dallo specchio di quel mondo di concrete discipline scientifiche in cui egli si è formato, e (aggiungo, a conclusione di questa nota) libera-mente conformato nell’eclettismo di una colta, multidisciplinare ricerca che non ha mai abiurato al sentire della mente: la mente che raccoglie, raccoglie e presenta, per scrivere e descrivere contaminato di poesia l’irripetibile, straordinario, colorato, affascinante, mutevole caleidoscopio dell’esistere, mutuo e diversificato nell’interconnesso, reciproco disegno della sua unitaria armonia.

Materiale
Ho incontrato Mario Lena
saggistica 
Autori
Anna Maria Guidi

Pubblicato su:
Punto di Vista nr.46/2005
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