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Se davvero

Dio,
fammi spillo di luce
ch’io possa bucare viottoli
d’ombra, e scoprirti
ingegnere paterno
di regni senza trono.

Se davvero sorvegli
altopiani di stelle,
anticipa l’orma
di questo barlume,
in transito
fra le mine del bosco.

Guarda,
non ho preghiere né armi,
né incenso né frutti:
ho soltanto foglie
nelle mani, secche
di tutti i venti dell’autunno.

Se davvero puoi sciogliere
vortici di galassie
spandendo 1’universo, scendi
dal tuo silenzio d’acciaio,
allarga il tuo abbraccio
a chi non sa più stringere,
regala steli di pietà
a chi non sa commuoversi,
meraviglia
a chi tutto ha contato
e già scontato.

Se fossi pesce,
e avessi l’ultima goccia
del mare da nuotare,
la scambierei con te
per una quiete solida:
riposo di promesse.

Brucio stanotte, infragilita
come quelle foglie,
che senza peso salgono
a chiudermi la bocca,
senza anestetici di rassegnazione.

Dio,
ho in mente,
qui, il tuo nome:
ma non lo so pregare.

Materiale
Se davvero
poesia 
Autori
Anna Maria Guidi

Pubblicato su:
Punto di Vista nr.40/2004
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