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Gli spogliarelli
Un palco non distante dai fitti gelsomini di “chiare,
fresche, dolci acque”
ove il membro si sguaina,
un palco, capace di creare zone più illuminate,
solitamente dove il comune senso del pudore vieta.
E mostrano le ascelle depilate quasi pubi o stretti
come gemelli
i glutei.
Le mani brividenti del pubblico toccano e si ritraggono
come onde
sulla riva.
“Freude
schöner...”
come trascrisse nel sacro testo il poeta di una notte
al Valentino, quando, autocitandomi, drogato fino
agli occhi dalle endorfine folli, vide sorridere “tutta
di glutei l’erba dei prati...”(1)
Era un angelo – disse
Franz tra la folla, non si spogliava: non sapemmo mai
se fosse donna o uomo.
1) Maria Grazia Lenisa, Notte al Valentino,
da: “L’ilarità di Apollo”.
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