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L’amore eterno
Vuole stupirmi ma il mio segno è l’acquario
che se un
asino vola, è naturale.
E dall’amore di un cilindro e un cono che nasca
il clone di Max è normale.
Ho trent’anni per gamba, una gamba gli piace,
ciascuna per sé presa è un’abbondanza
da cui ti salvi
sommandone gli anni.
O Max, vattene al diavolo, non posso dare vita a Maria
Grazia, già
fatta sema negli anni sessanta.
Com’eri? –
chiede – e rido: Come sono.
Ora t’invento una ragazza
scaltra che s’innamori una volta per poco e intensamente
poi continua il gioco con quella con quell’altra.
Ma io pensavo ad un amore eterno... – e di colpo m’abbraccia.
M’incazzo!
Pensi che ci credevo, ragazzo?
Sono poeta,
m’innamoro di tutto,
di niente, di nessuno.
Tu non esisti se non per il gioco che ti chiama per poco
alla vita.
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