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L’amore eterno

Vuole stupirmi ma il mio segno è l’acquario
            che se un asino vola, è naturale.
E dall’amore di un cilindro e un cono che nasca
                il clone di Max è normale.

Ho trent’anni per gamba, una gamba gli piace,
    ciascuna per sé presa è un’abbondanza
                        da cui ti salvi
                   sommandone gli anni.
O Max, vattene al diavolo, non posso dare vita a Maria
            Grazia, già fatta sema negli anni sessanta.

                                                                    Com’eri? –
chiede – e rido: Come sono.
                                                Ora t’invento una ragazza
scaltra che s’innamori una volta per poco e intensamente
poi continua il gioco con quella con quell’altra.

Ma io pensavo ad un amore eterno... – e di colpo m’abbraccia.

                                M’incazzo!

        Pensi che ci credevo, ragazzo? Sono poeta,
                        m’innamoro di tutto,
                        di niente, di nessuno.
Tu non esisti se non per il gioco che ti chiama per poco
                                alla vita.

Materiale
L’amore eterno
poesia 
Autori
Maria Grazia Lenisa

Pubblicato su:
Punto di Vista nr.41/2004
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