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Ed ecco un altro “fiore” della poetessa trentina, un fiore che, come i precedenti, profuma fortemente di vita, tra le pagine del volumetto La quiete in prospettiva. Poesie molto piacevoli, essenziali, di un evidente pragmatismo esemplare e mirabile ed uno stile che non ha bisogno di supporti. Elaborati poetici espressi al meglio, perché legati con un filo dorato, un filo che, partendo dalla mente, s’attorce poi, sapientemente, all’anima e alle tante sfaccettature dello spirito. Un’impostazione ordinata, uno snodarsi di aneliti, di minuscole storie di vita segnate da quel segreto ma vivo e presente senso d’amore che ben s’amalgama all’indistruttibile luce che simboleggia la vita stessa dell’autrice, perché ella porta dentro di sé, una fiaccola perennemente accesa, forse per illuminare anche i tratti tenebrosi e solitari che ogni essere umano si porta, talvolta inconsciamente, negli anfratti più segreti della propria esistenza.

E Olga Tamanini, che vive le parole che scrive, le depone sulle pagine di questa sua nuova opera, La quiete in prospettiva, facendole diventare pensieri profondi, di ampio respiro, oppure tramutandole in velature dolcissime che scendono lievi sulle acque chiare del suo dire, catturando il meglio dell’anima sua impegnata a ricamare tutte le complesse vicende stampate sulla tela della vita. In queste nuove poesie, l’attenzione della poetessa è più vigile, più affinata. Ella, con un candore semplice eppur sottile e misurato crea, con i suoi versi, un gioco simile a messaggio che dritto va al cuore, perché rivela una forza più profonda, più autentica, più perfezionata, sempre all’inseguimento di naturali mutamenti. Da un simile lavoro effettuato con una grande dose d’amore, non poteva che nascere una poesia tersa, viva, soffusa di particolare brillantezza. Un vero e proprio involucro d’impalpabile lievità avvolge questa poesia dal timbro dolce, suadente, dove nulla è fittizio, perché ogni parola è approfondita, scavata, maturata nel proprio intimo “io”, fervida di sensibilità. Una raccolta dunque di liriche belle, coinvolgenti per il pacato equilibrio, per la dolcezza dell’espressione, per la chiarezza e la semplicità della parola, sempre più carica di valori positivi, perché c’è il sole in queste nuove poesie della Tamanini, c’è l’anima vera, palpitante, c’è il desiderio della vita e l’intento di annullare il logorio di questo nostro affannoso vivere. Un bisogno di verità che tiene l’autrice chiusa in un impegno continuo, serrato, sofferto, perché ella riesce così a cogliere ogni esigenza spirituale in una specie di acuta tensione. E la tensione, derivata dalla sua fervida sensibilità, sostiene tutta la poesia di Olga Tamanini che, con destrezza, sa così bene esporre sprazzi di vita, dove nulla risulta superfluo o eccessivo.

La quiete in prospettiva, un volume ancora edito dalla Blu di Prussia Editrice di Piacenza, che ha il pregio di presentare tutte le sue Edizioni in una veste elegantemente semplice e quindi piacevolmente raffinata, una raccolta di poesie melodiche, essenziali per un colloquio poetico interessante ed equilibrato, dove la “parola”, vera arma dei poeti, nel grande silenzio del mondo, sempre più povero di valori, resta sempre e, comunque, sovrana, perché la fantasia e la realtà dell’anima possano convivere in armonia!

Recensione
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