Servizi
Contatti

Eventi


Bella poesia, fatta quasi di ottimismi contagiosi, dove in modi differenti, è concentrata l’intera struttura di questo libro scritto da due poeti di sesso diverso. Un uomo. Una donna. Entrambi possessori di un indiscutibile talento lirico che usano in un gioco linguistico, forse provocatorio, sicuramente imprevedibile e bizzarro, misurando, così, le loro capacità poetiche. Personalmente, sono favorevole a soluzioni simili, perché l’importante, per un poeta, è essere “veramente poeta”, in grado di stupire, di spiazzare il proprio interlocutore. Scrivere in due su di uno stesso libro, è un po’ come illudersi di reinventare un mondo. Ma è anche un buon sistema perché entrambi gli autori si sforzino per estrarre dal loro intimo “io”, la luce della propria condizione umana, i suoni spesso indecifrabili dell’inconscio, la gamma dei pensieri chiusi nella mente, custode di tante memorie. Tra una poesia e l’altra offerta dai due autori Franco Gentilucci e Giuliana Piovesan, si scopre una vena di classicismo, addolcito dal sigillo prezioso delle parole. Perché essi affermano il proprio stile, lo arricchiscono, lo caratterizzano con accostamenti diversi, con idee balenanti nella mente contemporaneamente, eppure opposte. Ed hanno pensieri che liberano l’angoscia interiore dal pericolo di inabissarsi, definitivamente. L’arte poetica può anche servire a sostenere una specie di magia, di sortilegio che accentua il timbro sonoro e fa intravedere una ridda di spiritelli danzanti sulle note di quest’armonia.

Perché le poesie di Franco e di Giuliana messe a confronto, diventano davvero un’armonia! Essi, hanno creato una poetica musicale ed interessante, che si distende in logica d’intrecci densi, corposi, posti nell’espansione irresistibile degli echi, come tocchi incantatori e come spaziati dall’imperturbabilità fresca e scottante insieme di un ampio respiro. Queste due voci, in perfetta assonanza, arrivano ben precise al cuore, quasi in tono clamoroso.

Un’intensità di sentimenti che colpisce subito il lettore. Una poesia (dell’uno e dell’altra) dal timbro fascinoso, che si fa man mano sempre più denso, mentre un brivido serpeggia nella schiena, come vento forte che sembra segnare, implacabile, il tempo. Poesia sempre tesa al raggiungimento di un clima estatico e forse sofferto e soffuso di sogni. In quest’atmosfera particolare, nient’altro che due voci trasformate in una sola voce: quella della Poesia!

Una poesia simile ma certamente differenziata. Ed è giusto che sia così. Perché quello di lui, è un dire poetico più intimo, più confidenziale, che lascia intravedere tra i bagliori chiaroscurali del “non detto”, l’esistenza di un sentimento che, sicuramente, tocca le corde del cuore. I suoi versi dolci, profondi, descrittivi.

Lei, invece, è più sobria, più incisiva, più realistica, più legata alle quotidianità della vita. E riserva una buona dose d’ermeticità ai suoi sentimenti, così che anche i suoi versi si rivestono di una leggera patina di malinconia, abilmente nascosta tra le pieghe di un’apparente accettazione delle cose, senza per questo mostrare gli intimi sconvolgimenti e fors’anche qualche piccola delusione per il dover rinunciare a qualche sogno. Potrebbe essere una reazione anche questa, un modo di non apparire interamente se stessa.

Comunque, essendo entrambi dotati di forte sensibilità, sono in grado di percepire i loro reciproci stati emozionali e di esprimere le modalità della loro poesia attraverso il loro personale filone di parole e di pensieri che, ad un certo momento, l’evoluzione di questi pensieri, porta tutti e due gli autori ad elaborare gli stessi concetti e a conquistare la preziosa luce delle parole, dove si condensa la totalità delle loro reali emozioni.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza