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Il romanzo della Cotignoli, ambientato nell’Italia degli anni ’70, è un racconto molto delicato e divertente che, seppure testimonia uno spaccato di vita proprio dell’autrice, ha però una valenza più generale perché nell’atmosfera descritta può ritrovarsi un’intera generazione: i quaranta e cinquantenni di oggi. I ricordi sono un elemento importante per il presente e il futuro di ogni singolo individuo, perché solo attraverso un’attenta riflessione su ciò che si è stati nel bene e nel male: sugli errori commessi e sui successi ottenuti, sulle opportunità prese e su quelle perse l’uomo può costruirsi gli strumenti adatti per affrontare le sfide quotidiane. La Cotignoli dimostra di aver avuto l’esigenza di far rivivere il suo passato per liberarsene definitivamente, e di coinvolgere i lettori in questo suo percorso a ritroso, proprio perché solo riconoscendo le proprie origini e riappropriandosi del proprio passato si può dare un nuovo senso alla propria vita. Tutto il libro è fatto di ricordi sia personali che generazionali, filtrati dal tempo e dalla lontananza verso l’Italia perché l’autrice ora vive e lavora a Vienna così, nella narrazione fluente e commossa, Piazza Martinez diventa un’icona, un simbolo.

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