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Questo libro che appare in bella veste presso le Edizioni del Leone rappresenta l’opera prima, sul piano poetico, di Adriana Maria Quaglia, donna in carriera che non disdegna il mondo aperto della contemporaneità, e si applica al marketing, all’advertising, alla comunicazione d’impresa, con apertura d’impegno nell’ottica della praticità, alla gestione del servizio al cliente, alla formazione allo sviluppo delle risorse umane ed alla comunicazione interna, come si spiega in quarta di copertina. Ma il discorso della poesia rientra nella vocazione spirituale e culturale della giovane Adriana, fin dagli anni dell’adolescenza, sempre più ricca ed appropriata attraverso le occupazioni, gli studi, l’impegno nel sociale, per tutto ciò che si rivolge alla vita di ognuno di noi e all’esistenza umana e comune nelle sue problematiche che, spesso, danno corpo e sostanza proprio alla comprensione della società in cui ci troviamo ad operare ed a vivere, nella traduzione dei significati più nascosti e impellenti, attraverso il medium della parola.

È, questa, senz’altro una lettura agevole, aperta, sigillata nelle espressioni che fanno parte di una intima realtà, capace di comunicare le ansie, le perplessità quotidiane, le speranze e le illusioni che di giorno in giorno affinano la nostra sensibilità, in vista di un domani in cui ci si possa realizzare pienamente, secondo il sogno, la progettualità personale, il coraggio della sfida.

Il brano iniziale, a p. 7, è composto di quattro versi: “La primavera, il primo fiore, | la notte, la prima stella, | il fiume, la prima goccia, | l’amore, il primo frutto del risveglio”.

Segue, nella numerazione delle pagine nei segni della nostra romanità, l’intero corpo, come s’è detto, dei versi e dei componimenti, fino all’LXXXVIII passo, l’ultimo, ove è scritto: “Il bene fatto segue i tuoi passi. | E ti ricade davanti in gocce di stelle.”

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