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Come da sottotitolo, Pietro Nigro presenta, in questa edizione fuori commercio, vol. I, un’ antologica summa dai suoi “Scritti Giovanili”, che comprende i suoi “Pensieri, Racconti, Canti dell’adolescenza”. Importante, ai fini dell’autore, in pubblicazioni del genere, retrospettive nel senso dell’orizzonte creativo che lo ha caratterizzato e reso noto nell’ambito della letteratura umanistica, è sicuramente la pagina biografica in cui, qui, come nella prassi esaustiva del genere, si ripropone all’attualità una vicenda che appare abbastanza completa e ricca d’interventi anche originali e di qualità, nella perlustrazione culturale e temporale degli “Atti di vita e d’arte” attraverso i quali il lettore, il ricercatore interessato può realizzare compiutamente la sua conoscenza dell’autore siracusano in questione.

Qui risultano i titoli dei libri pubblicati, la sua presenza nei ‘dizionari degli autori contemporanei’, nelle varie antologie poetiche, l’adesione di cultori della poesia e di critici letterari italiani, oltre i numerosi premi ricevuti e meritati durante la sua carriera di scrittore.

Nella Premessa autografa, il Nigro prende atto della valenza, di per sé, storiografica insita nella parabola ascendente della sua poesia e della sua scrittura, e dice: “Rileggendo alcuni sfoghi scritti nella mia adolescenza mi rendo conto che acuta è la sensibilità nei primi anni di vita, raggiungendo l’apice prima dei venti anni, scemando via via che passano gli anni, e se non scompare del tutto è attutita al punto di non accorgercene più” , e continua: “Per gli adolescenti (in particolare la musica, la poesia ), è un antidoto all’insicurezza propria di quegli anni. Io non sono sfuggito alla regola; anzi volevo farne lo scopo della vita... Ecco le parole esatte trovate in alcuni fogli di quell’epoca lontana”.

Da qui, l’autore ci propone alcuni suoi componimenti datati 1957, 1958, ove si riportano alcune tematiche sviluppate net tempo giovanile di cui trattasi, come “Sulla poesia di Giacomo Leopardi”, riflessioni sul linguaggio, sull’anima, sul reale e l’ideale, sull’uomo e il mistero, sulla vecchiaia, sulla metodologia del successo, altre pagine diaristiche e racconti, oltre i “Canti” dell’adolescenza per i quali recupera il titolo dell’opera del Leopardi.

Pubblicazioni del genere che rientrano quasi sempre nel discorso degli autori i quali si preoccupano di dare ampia conoscenza di sé, poco convinti della buona volontà dei soliti “posteri”, giovano semplicemente a non lasciare in perdita sul proprio cammino quelle pagine (e paginette) che non potrebbero mai, comunque, aggiungere o togliere nulla ai meriti d’uno scrittore ormai maturo e accreditato e che, molti benpensanti ritengono più opportuno affidare ai segreti cassetti della propria scrivania e, se capita, al buon cuore degli uomini a venire.

Recensione
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