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Algor (alias
Alberto Liguoro)
La dedicazione di questo libro
di poesia va, da parte dell’autore in pseudonimo, Algor, ai “morti per la Patria
in Nola, l’11 settembre 1943”. Ed è seguita dai ringraziamenti: “Per tutto
quello che a loro devo, per ciò che mi hanno fatto capire e mi hanno insegnato
(seguono i nominativi )”; i quali continuano per “tutti coloro che hanno preso
qualcuno per mano, proprio quando la morsa della vita sembrava chiudersi
inesorabilmente, e l’hanno guidato verso un po’ di luce e di speranza e chi,
perso in una palude di nebbia, ha potuto, infine, ritrovare la strada”. Dagli
uni e dagli altri ho avuto da imparare qualcosa...
Se la scrittura ha un valore,
come le premesse del poeta in questione, tutto rientra nel discorso dell’arte a
vantaggio della parola, fautrice di bene, di comprensione, di umanità. Il testo,
in sé, è suddiviso in due libri. Il primo, in sei capitoli citati come: Le
Stagioni, La stanza del lupo, Fantasmi, Gli Angeli; il secondo in tre, suddivisi
come segue: Il sogno di Herbert, Il Circolo Filologico Milanese con i seguenti
brani: Immaginazione, Nei vicoli di Napoli, Domande senza risposta, La Storia
con i “se” e con i “ma”; Nina, con i versi di Nina. Non a caso, questa accurata
definizione all’interno del lavoro, consente ad Algor (non meglio identificato)
di dare al suo discorso un’apertura che risale al poemetto, senza trascurare il
fatto che molta prosa si affianca alla versificazione normale, qui, passando dal
racconto, al piccolo saggio ispirato, ad una narrativa di compensazione fra rigo
e rigo, rispetto alla progettazione assunta dall’ autore.
Conviene, in questo caso
guardare, in queste pagine, alla poesia come ad un fatto semplicemente di
apparenza scrittoria, in quanto l’autore poggia soprattutto sul dato della
riflessione, dello sviluppo e della conclusione del suo intento costruttivo,
così come non conviene al lettore fissarsi sul dato prosastico senza tener conto
dell’acume di senso e di significato ch’egli intenzionalmente affida alla
pagina. In quarta di copertina, la sintesi degli argomenti trattati, in prosa o
versi, in lingua e dialetto, mixage sperimentale di varie culture, con
riferimenti alla complessità dell’interazione tra i popoli del Mediterraneo,
precipuamente nella nostra penisola, senz’altro con vivace dinamismo ed aperta
valutazione dell’assunto, questa volta il tutto, affidato sicuramente a versi
come questi: “Ed infine c’e il pianto | Ma che cos’è ... al confronto di quello
di adesso! | Quando in un mondo | che non ti appartiene | hai negli occhi
riflessi | la tundra, il deserto di neve. | Quegli alberi liquidi, incerti | che
muoiono, | ma... | è solo inverno in una stanza”. Bella la copertina, una
“Tavola” di Monica Liguoro.
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Recensione |
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Le stagioni
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narrativa
poesia
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| Autori |
| • | Algor |
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Edizione:
L’Autore Libri Firenze
Firenze 2004 |
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| pp. 152 |
| prezzo: € 11,40 |
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| Recensione a cura di |
| • | |
Pubblicata su:
Punto di Vista nr.42/2004
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