Servizi
Contatti

Eventi


La disposizione, nel riquadro di copertina, del nome autorevole di Maurizio Zanon e, quindi, successivo al titolo del libro, quello di Mario Stefani, può ingannare sulla panoramica del testo di cui trattasi.

Infatti, se lo Zanon è il poeta, autore di una lunga serie di opere riportate nella Bibliografia (pp. 51-53), lo scrittore/autore di tutto il discorso critico, inerente il contenuto stesso del testo, a parte la breve premessa dello stesso Zanon, non è altro che Mario Stefani, il quale realizza una interessante biografia del lavoro e della produzione dello Zanon stesso che attraversa gran parte delle sue pubblicazioni nelle pagine più accattivanti e significative, e mette in luce le peculiarità del suo pensiero, del suo linguaggio, delle note caratteristiche che fanno di questo poeta una personalità di spicco ed emergente nel clima letterario dei nostri giorni.

Lo Stefani considera la faticosa conquista del poeta, della giusta fama e rinomanza che gli viene finalmente riconosciuta, portata avanti con il rigore assoluto che trova le sue basi nell’interiorità del silenzio, nella riflessione e ricerca di quel perché che riguarda i grandi interrogativi dell’esistenza.

Il bravo critico letterario enuclea i momenti fondanti della pubblicistica dello Zanon, ne individua la pregnanza originale, la capacità metaforica e simbolica, per collocarlo tra gli esponenti di maggior rilievo nel campo letterario che lo riguarda. Ed ecco che, qui, viene illustrata la scala di un pentagramma ricco di notazioni e di note suggestive, che appaiono “nelle folgorazioni, nelle brevi illuminazioni, nelle condensazioni…“ in cui scaturiscono, dall’ermetismo di fondo della stessa poesia, parole e movimenti di verità universali.

M. Zanon è soprattutto il poeta della bellezza, nella definizione dello Stefani. Lo stesso atto di confessione personale ed intima si realizza, in lui, quale armonia, consapevolezza di una condizione umana che appare come limite e sofferenza. Si apre, inoltre, al dialogo costruttivo, nei brani lirici aperti al gusto prosastico ai come meglio credi | ma non gettare sconsideratamente la tua vita | per cose insensate… (p. 25). Così Mario Stefani annota che il sentimento è la nota fatale di risonanza, intorno a cui si coagulano le immagini del quotidiano, i grani di saggezza e di sapienza, la linea dell’avvenire. Sicché il rapporto uomo natura, natura cultura, appare caratterizzato dalla solidarietà e dalla speranza di un futuro migliore: “L’uomo Narciso | si specchia nel lago | riposa la mente | s’immerge nel buio, decompone l’idea | la sete di potere…“ (p. 33). Non mancano intuizioni che attivano la tematica spazio/tempo, quando si dilata ad abbracciare, nella placida tranquillità che rimane conquista autonoma, il corso della vita.

 
Recensione
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza