Servizi
Contatti

Eventi


Si tratta di una silloge poetica entrata a far parte della collana Quaderni Letterari (supplemento all’Antologia “L’eco del XX secolo” del premio letterario internazionale “Janus Pannonius”, nel quale l’autore risulta primo classificato). Essa comprende, secondo i titoli, le sequenze delle “Auto ed Etero Dedicazioni” e quelle definite “All’Insù”.

Tra le prime, la strofa iniziale del seguente brano: “Pluriforme luce dell’esistenza | converge a un punto | né cosa né spazio | ma che da allora hanno vita e segno | mentre ne diverge in nuovi raggi | scissi da ombre ineguali | turbati a visione translucida...” (Prisma), significativa di una metafora assai vasta che si protrae, in forme diverse, in tutto il breve arco di questo volumetto.

L’autore utilizza un linguaggio carico di una visione simbolica della realtà e dell’esperienza, attraverso le quali penetra nel mistero dell’essere e del tempo. E riesce a dare al lettore l’esemplificazione della complessa energia che governa il mondo, partendo dall’uomo che trova ancora i suoi significati nei sentimenti e nel groviglio delle passioni.

Non è privo di un forte sentimento di autoironia, come “Tante occasioni non utilizzate | una catena di vuoti... | Giusti zeri su false banconote” (Autoepigrammi). E, per quanto concerne il titolo enigmatico, proponiamo la lettura diretta de il Nume Bifronte, lirica che ricalca il senso di tutto il lavoro: “Braccia impalpabili, mi tiene | solitudine | senza farmi prigione: || Occhi chiari, mi volge all’azzurro. || Quando sbieco soffio di buio | scempia il bel raggio di bruma || forse è punizione || sottrarmi è ancora impossibile | come a nume bifronte. || Come all’angelo che riviene | da una luce dimenticata | a ogni torno più nitido || su ombra che allungandosi sfuma || scolta a mio senso e nome | in veglia simultanea | agli opposti d’ogni orizzonte”.

Recensione
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza