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Leggendo la silloge "Improbabili risposte" di Lidia Maggiolo torna alla mente, rafforzandosi, la consapevolezza che da sempre l’uomo, e in particolar modo il poeta, ha anelato una risposta certa, vera a domande sul soprannaturale, sul trascendente, sulla spiritualità che spontaneamente si affacciano nei suoi più intimi pensieri. Domande, però, potenzialmente atte ad ottenere svariate risposte e, per di più, ricche di indeterminatezza a causa delle loro molteplici valenze, che, solo nell’uomo singolo, in quanto individuo, possono trovare una corrispondenza di senso, una loro verità e concretizzazione.

Nelle poesie di questa raccolta, è percepibile proprio questa consapevolezza e "le improbabili risposte" sono la molla che riesce a dare a Lidia Maggiolo slancio ed energia per ricercare nel profondo del suo Io le radici di qualche ‘probabilità’, per lei, carica di verità.

Ed ecco il suo pensiero insinuarsi tra ‘figure-mito’, tra "significato e significante", tra "sconnessioni-connesse" per ritrovare il senso, il perché di un "passaggio obbligato" che separa dall’eternità-quiete. Eternità-quiete satura di azzurro che sconfina nella tonalità più scura del blu e si riflette nella trasparenza della "casa di giada" o di altre pietre-simbolo che si ritrovano disseminate lungo il percorso poetico-interiore della poetessa, quasi per indicarle il cammino da seguire per giungere all’agognata meta: "il passaggio" nella realtà altra.

Immagini ingegnose, intrise di metaforiche ambivalenze, esprimono sentimenti carichi di spiritualità pagano-cristiana, di inquietante nostalgia e voglia di quiete. In esse, coesistono elementi naturali, figure mitologiche o simboli religiosi e psicologici che danno al linguaggio usato un’impronta personale e lo lasciano oscillare tra l’immaginario e il verace.

A tratti, alcune immagini-simbolo, ricorrenti nei versi, acquistano un’immobilità che contrasta con la loro naturale mobilità – lo scorrere del tempo, venti agonizzanti… – ed essa, contribuisce ad acuire il mistero della visione di un mondo irreale, percepito come reale e vicino dalla poetessa, soprattutto, quando il colore blu "si confonde con la sera" e le dona calma.

La sera, inondata dal profumo di "rose blu", e "il pensiero", dello stesso colore del mare, che "si increspa" (p. 34), cercano di fondere i giorni, tutti i giorni, insieme, in uno "spazio-tempo" senza dimensioni dove può nascere un unico "nuovo giorno" carico di colori, di suoni, di luce… di magia infinita e perfetta, dove non c’è più posto per la malinconia e il vuoto dell’assenza si trasforma di nuovo in presenza.

"Il sole", emblema di luce, di vita, irradia molti dei versi di Lidia Maggiolo come un messaggero di positività aiutandola a raggiungere il luogo dove oltrepassare "la rugiada… | senza radici di passioni", per poi, finalmente, riuscire a vedere, come i due Poeti dopo il viaggio attraverso i gironi infernali, "le stelle | splendere nell’Universo" (p. 59).

Recensione
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