Servizi
Contatti

Eventi


Poesia. Sarebbe facile, ispirandosi alla magica Venezia, cadere nell’oleografia di genere (come tanti souvenir dell’affascinante città), ma quando l’autore è Adriana Scarpa tale pericolo viene evitato, anche se a volte affiorano “capelli di alga” (p. 7) o “labbruzzo di conchiglia” (p. 16). La fantasia è a ciclo continuo, inesauribile, per le tante belle immagini e l’uso di univerbazioni (remicorallo, p. 17; nebbielaguna, p. 31, e altre) che conferiscono all’opera tra “i giochi della memoria” e “gli arabeschi dell’ombra” (p. 37) un tono squisitamente lirico.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza