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Poesia. Si può affermare che Cara è uno degli autori più creativi del presente panorama letterario; parafrasando Lutero a proposito di Josquin: “gli altri, con le parole, fanno ciò che possono; lui fa ciò che vuole”. I suoi incipit sono di uno spessore semantico notevole; un esempio: “inviolabile madre, tra i silenzi” (p. 63); la sua poetica è davvero di “fantasie iridate” (p. 95). Riduttivo però limitarsi a questo, dimenticando quell’osmosi tra oggetto e parole che ne codifica l’originalità. Scrittura alta ed effettuale: “quando a novembre | divampa la morte” (p. 35), ma anche descrittiva: “nel breve ricciolo d’onda rifratta” (p. 42). Notevole l’introduzione di Muzzioli.

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