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Fiume simbolo? ‘C’è un fiume che trascina tutte le infanzie degli uomini’ un verso, non ricordo di chi.

Nella poesia di Tietto storicità e assoluto si toccano, anche se l’immagine fluviale evoca paesaggi; entrando nei testi ci si rende conto di come la scrittura sia un centro focale che congiunge la parti di una realtà sfuggente nella sua sostanza ma qui rappresa in modo connotativo.

Continua allora la simbologia: il faro, per capire nel cedimento di ogni logica “se ancora valga a crepuscolo | un istante di pensiero sottile” o sia meglio, davanti al dissolversi delle forme, l’indefinito “miraggio che guizza”.

Versi memorabili, certo; ma la chiave interpretativa può non ripetersi, e i riferimenti cólti ne potenziano il concetto: fiume del tempo che deposita e oblìa “se precipiti un’eclissi sugli affreschi | di città supreme” (Clochard), densità di contenuti su una trama che scorre in trasparenza malgrado il duro permanere degli oggetti (La clessidra) talora anonimi o ricollegabili a segni universali.

In fondo, oggi, Tietto ci appare un poeta classico (“Presenti erano, papaveri di fuoco, | all’ondular di picchi aurati” Pagine) che integra la pluralità conoscitiva con emblemi mutanti nell’intento di individuare la verità, pur affermando “Io non so | la verità delle cose” (Maschere); tale assenza incrina il punto fermo, come in Enigmatica mente, e infittisce la scansione oggettuale per una metafisica irrisolta “nell’ora in cui ognuno si ritrova dispersa festuca | senza baricentro”.

Ciò si modifica con la seconda sezione (Compitare in bosco) – i cui testi privi di titolo sono sormontati da un triangolo composto di tre asterischi – per l’incipit “Rimane il mondo una parola” (p. 35): figure per anamorfosi “nani nello specchio” (p. 38); prospettive fiabesche (p. 41); memorie giovanili (p. 45); intimità perpendicolare a organismi siderei, perciò “si fa piccolo cosmo | l’abatjour” (p. 51); filosofia ricondotta a “scena iconica” di fede (p. 59).

Quindi, una poetica che i tanti aspetti e temi rendono complessa e semplice, contraddittoria nel dubbio e forte fino all’assioma, difficilmente definibile in poche righe, poiché critica e descrizione sono spesso riduttive; va invece rilevato il fenomeno creativo che Tietto ha scelto per avvicinare l’umano al divino.

 
Recensione
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